venerdì 25 agosto 2017

Garibaldi a Catania, 24 agosto 1862 - 2017: la Legione Garibaldina ricorda l'Eroe dei due mondi





         Garibaldi a Catania, 24 agosto 1862 - 2017: la Legione Garibaldina ricorda l'Eroe dei due mondi

Al fine di consolidare la appena raggiunta Unità italiana mercé l'opera dei volontari in camicia rossa e della Monarchia di Casa Savoja, Giuseppe Garibaldi sbarcava nuovamente in Sicilia nell'estate del 1862, dopo appena due anni dalla spedizione "dei Mille". Stavolta l'impresa era la conquista di Roma: si concluderà tragicamente, come sappiamo, col ferimento dell'Eroe ad Aspromonte, in Calabria, da parte delle truppe regolari dell'Esercito unitario che aveva ordini dal governo Rattazzi di bloccare il Generale, non giudicando opportuna in quel frangente l'impresa.   Il governo Rattazzi cadrà per questo motivo pochi mesi dopo.  A 155 anni di distanza, Catania nella persona del suo Coordinatore Comandante della Legione Garibaldina, Cav.Dott. Francesco Giordano, ha ricordato la presenza del Generale Giuseppe Garibaldi nella città etnea -dove non era stato nel 1860- , dal cui centro lanciò il celebre grido: "O Roma o morte!".
Entrato accolto da una fiumana di popolo in Catania, la notte del 19 agosto dalla porta fino ad allora detta Ferdinanda e in suo onore ribattezzata Garibaldi, e sceso dalla medesima via che da allora porta il suo nome, il Generale giungeva all'incrocio con via dei quattro cantoni con via Etnea alloggiando al Circolo degli Operaj, ove veniva accolto dal suo presidente Pizzarelli: da lì, come ricorda una lapide apposta nell'anniversario, lanciava come già a Marsala e Palermo, il celebre grido "O Roma o Morte", arrigando la folla.
Le autorità catanesi si dileguavano alla presenza dei garibaldini: il Prefetto Tholosano si rifugiava su una delle due navi da guerra della Regia Marina ancorate al largo del porto di Catania, i nobili conservatori andavano nelle ville di campagna con la scusa dell'estate: le truppe regolari avevano lasciato passare il Generale e i suoi 4 mila uomini, dopo un abboccamento a Misterbianco ove pare egli mostrasse, come in altre parti dell'Isola, un salvacondotto speciale: lettera autografa di Re Vittorio Emanuele con cui aveva avuto segreti colloqui, che lo autorizzava all'impresa? Non si saprà mai, il Re ufficialmente aveva deplorato le sommosse e le truppe di Cialdini e navali di Persano erano in movimento. Garibaldi stesso però ricorda nelle Memorie, "coprendo" Casa Savoia, che era venuto in Sicilia onde evitare conati di separatismo, di antica radice: bastò la sua presenza per acquietare le masse.  
A Catania totalmente devota al garibaldinismo più che altre città siciliane, "degna di Palermo e della Sicilia intera, trovammo vulcano di patriottismo, uomini denaro vettovaglie per la mia gente": così ricordò il Generale nelle Memorie, perchè solo qui ebbe la totalità dei consensi e finanziamenti abbondanti.
Dopo aver girato la città onde fraternizzare coi catanesi, egli alloggiava nel Monastero dei Benedettini, la fortezza secolare, arca regia del potere dai tempi del Viceregno spagnolo, érta sulla sommità della collina civica, da cui si vede il mare: l'Abate Giuseppe Benedetto Dusmet, apostolo dei poveri che poi diveniva Cardinale di Catania e oggi Beato di santa Chiesa, lo ospitava ma non alloggiava col suo comando: solo il monaco Pantaleo, "ribelle" e per giunta cappuccino, non era ammesso dai nobili padri di San Benedetto.  Dal balcone del monastero, Garibaldi pronunziava il discorso che qui trascriviamo integralmente:

Proclama agli Italiani di Giuseppe Garibaldi 
  Catania 24 agosto 1862
Italiani! 
Il mio programma è sempre lo stesso – Voglio per quanto da me dipende, che il Plebiscito del 21 ottobre 1860 sia una verità, che il patto segnato dal Popolo e Re riceva piena esecuzione. 
Io m’inchino alla Maestà di Vittorio Emanuele Re Eletto dalla Nazione, ma sono ostile ad un ministero che d’italiano ha solo il nome, d’un ministero il quale per compiacere alla Diplomazia ordinò nel mese di maggio gli arresti ed il processo di Sarnico, come oggi provoca la guerra civile del mezzogiorno d’Italia per assicurarsi le buone grazie dell’Imperatore Napoleone. 
Un ministero siffatto non può, non deve essere più oltre sopportato – Inganna il Re, lo compromette come fece col proclama del 3 agosto, coll’ostinato municipalismo spinge al distacco le province meridionali, tradisce la Nazione. 
La livrea di padrone straniero non sarà mai titolo di stima, di onore per alcun ministero fra noi. 
Quand’io sbarcai in Sicilia. La generosa Isola stava sul punto si far sentire lo scoppio della sua disperazione – le provincie napoletane, niuno lo ignora, sono contenute solo da sorverchianti forze militari. 
L’amore e la buona amministrazione dovevano essere i fattori dell’Unità Italiana – I municipali prefersero l’opposta via – Odio seminarono e odio in larga parte raccolsero. 
Insensati! Vogliono, lo so, la guerra civile per aver campo di spegnere nel sangue l’avvenire della libertà e offrir vittime accette sull’ara del dispotismo. 
Io non consentirò per altro che si compiano gli immani desiderii – La formula del Plebiscito salvi un’altra volta l’Italia – Cessi ogni preoccupazione locale di fronte al gran concetto unitario – Si unifichi il cuore e la mente delle genti italiche nel gran fine del nostro Risorgimento – Il pensiero e l’azione di tutti i patrioti s’hanno da volgere esclusivamente alla impresa liberatrice di Roma – Il resto a poi. 
A Roma dunque, a Roma – Su, prodi del 48 e del 49, su gioventù ardente del 59 e 60 – Correte alla Crociata Santa – Noi vinceremo dacché per noi sta la ragione, il diritto nazionale, la coscienza universale. 
Grandi speranze suscitammo nel mondo colla nostra rivoluzione – Bisogna più e più sempre giustificarle. 
Son certo che il popolo italiano non mancherà al suo dovere – Così fosse fin da ora a noi compagno il prode Esercito nostro! 
Italiani! Se qualche cosa io feci per la Patria, credete alle mie parole – Io sono deliberato o di entrare a Roma vincitore o di cadere sotto le sue mura – Ma in questo caso stesso ho fede che voi vendicherete degnamente la mia morte e compirete l’opera mia. 
Viva l’Italia! Viva Vittorio Emanuele in Campidoglio! 
  G. Garibaldi

Erano intanto giunti due vapori e il Generale, scrive nelle Memorie, "dall'alto della torre" (in realtà la cupola: da allora in poi fino a non molti anni fa, dal lucernario di essa si levava una luce tricolore...) "del convento dei benedettini che domina Catania, salutai quelle navi con lo sguardo appassionato di un amante".  Il giorno successivo egli e oltre 2500 uomini si imbarcavano al porto catanese su due piroscafi, Dispaccio ed Abatucci, uno italiano l'altro francese, di cui il Generale prese possesso giustificandosi pel fatto che, occupando Napoleone III Roma, egli ben poteva usare "un suo legno per una notte". Stipati gli uomini, non ne contennero le navi oltre duemila: le fregate della Regia Marina salpate, non impedirono il passaggio dei garibaldini. Dai documenti oggi pubblicati, la rabbia del Capo del Governo Urbano Rattazzi è evidente dai telegrammi in cui, corrispondendo coi Prefetti di Messina ed Acireale, non si capacita come le Regie navi abbiano potuto non fermare gli insorti: i comandanti avevano però ricevuto un telegramma, ove si invitava sibillinamente da Roma a pensare al "bene del Re e della Patria": Vittorio Emanuele II coprì fin che poté il Generale e probabilmente agirono anche altre entità. Non fu così purtroppo sbarcati i garibaldini in Calabria, ove la volontà di Rattazzi ebbe la meglio e le Regie navi bombardarono i rivoluzionari, che si inerpicavano sui monti, sino a Gambarie d'Aspromonte: il resto è noto. L'Eroe era condotto alla "disciplina" dalla ragion di Stato!
Catania che mai ha dimenticato l'amore verso Garibaldi e ne serba gelosamente la memoria, ricorda con questo evento di 155 anni fa ed il provlama agli italiani sopra riportato, attraverso il Coordinatore etneo Cav.Dott. Francesco Giordano, le eroiche gesta di libertà del Generale, sempre in prima linea contro ogni forma di tirannide, del pensiero e dell'azione, e intende promuovere ogni iniziativa culturale e sociale àtta a rendere feconda la nostra Storia, che ci fece uniti e grandi dall'Alpe a capo Passero.
Viva Garibaldi, viva la Legione, viva l'Italia!

Catania 24 agosto 2017
Legione Garibaldina Coordinamento di Catania
 
http://www.legionegaribaldina.org/

lunedì 24 luglio 2017

Quando Bellini era Catania...




Quando Bellini era Catania...

Leggiamo dalle cronache di questi giorni che si assegna, in occasione del trentesimo anniversario, il premio "Bellini d'oro" (evento che fu importante per la nostra etnea città, ora culturalmente decadente) a... Berlino!   No comment. Anzi sì, perchè in certe circostanze è bello indugiare sui tempi che furono i quali, se hanno una utilità, come ci insegnarono i Saggi, è quella di indicare la Via verso l'avvenire. Mario Rapisardi "il precursore" secondo l'Hugo, Bellini il "Cigno" , dimenticati a casa propria?... Ecco come la Catania del 1951, popolo soprattutto non circoli plutocratici avulsi dalla realtà, lo celebrava in occasione del 150° dalla nascita. Rivediamo il video della Settimana Incom del 7\11\1951: notare le folle nonché il teatro massimo gremito fino all'ultimo ordine... "e il tacere è bello".

lunedì 19 giugno 2017

Intensa esibizione di Alfio Patti ricordando i Cantastorie a San Gregorio (Ct)





     Intensa esibizione di Alfio Patti ricordando i Cantastorie a San Gregorio (Ct)

Un breve ma estremamente intenso intervento canoro, quello dell'Aedo Alfio Patti, scrittore studioso delle tradizioni popolari siciliane nonché da diversi ani cantore delle stesse, in Italia e nel mondo, nei locali dell'auditorium di San Gregorio (Ct), in occasione della due giorni "Cantastorie anima della identità siciliana", col supporto del comune etneo e della Regione Sicilia, svoltasi il 17 e 18 giugno.
Con enfasi e densità, curando i toni, Patti ha sapientemente ricordato, accompagnato dalla immancabile chitarra, la storia umana e professionale di Ignazio Buttitta e delle sue visioni laiche ove baluginava potentemente una notevole lettura religiosa cristiana: il poeta di Bagheria, già combattente nella grande guerra poi seguace di una idea socialisteggiante fra il cristianesimo e l'anarchismo, è stato con grande acume descritto coi suoi versi, dalla voce bella e intonata di Alfio Patti che, nel dare l'immagine del povero che non ha voce e che, come nel lessico siculo privo dei verbi al futuro, non ha questo per diverse motivazioni storico antropologiche, ha ulteriormente ri-svelato, anche in senso exoterico, la identità controversa e travagliata del popolo siciliano, sovente sordo perchè non vuol sentire ma quando si sveglia, vedi i Vespri (seppure con influenze esterne), feroce e anche spietato.  Tutto ciò, col dramma conosciutissimo della "morte di Turiddu Carnivali" che è anche un inno contro ogni forma di crimine organizzato o singolo, fu ben cantato da Alfio Patti, anche direttore artistico dell'evento: ciò coronato da vasto pubblico e riscontrante notevole successo.
                                                                                                            F.G.

giovedì 1 giugno 2017

Il Coordinatore di Catania della Legione Garibaldina alla Messa per i Caduti nella città etnea, 24 maggio 2017


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sabato 27 maggio 2017

Il Commissario dell'Associazione Nazionale del Fante di Catania onora i Caduti e Dispersi in guerra in occasione della cerimonia del 24 maggio







Il Commissario dell'Associazione Nazionale del Fante di Catania onora i Caduti e Dispersi in guerra in occasione della cerimonia del 24 maggio

Nella ricorrenza di Maria Ausiliatrice, Regina del Cielo per i cristiani cattolici,  e nel rammentare l'inizio della prima guerra mondiale che vide il compiersi della Unità Nazionale col sagrifizio di tantissimi fanti, il Commissario di Catania della Associazione Nazionale del Fante, Dottor Francesco Giordano, ha partecipato alla S.Messa officiata da Monsignor Gaetano Zito, Vicario per la Cultura della Diocesi etnea, svoltasi il 24 maggio u.s. nella monumentale chiesa di San Nicola la Rena di Catania. Hanno partecipato diverse associazioni d'arma, fra cui la Cavalleria, i Finanzieri, i Bersaglieri, i Carabinieri, la Polizia di Stato. La Messa è stata organizzata dalla Delegazione catanese dell'INGORTP, guidata dall'Ing.S.Caruso.
La stessa chiesa ospita il Mausoleo- Sacrario dei Caduti della grande guerra e del secondo conflitto, ove si è deposta una corona d'alloro ed intonata "La leggenda del Piave", in ricordo dei Caduti.
Il Commissario della Associazione Nazionale del Fante per la città metropolitana di Catania, Dottor Francesco Giordano, ha voluto altresì onorare il monumento che trovasi nel vestibolo del Sacrario-Mausoleo dei Caduti, inaugurato come complesso monumentale il 5 maggio 1930 dall'allora Capo dello Stato Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III.  "I caduti ed i dispersi nella prima come nella seconda guerra mondiale", ha egli dichiarato, "sono nel cuore di tutti gli italiani, nella nostra Catania onorati e ricordati come deve essere non solo in queste circostanze ma anche oltre, per cui è essenziale divulgare la storia della Patria nostra, chi fummo e perchè siamo un popolo unitario all'ombra del sacro tricolore. I caduti della prima e seconda guerra ed i dispersi, i senza nome, dal Milite Ignoto in poi, ci hanno lasciato codesta consegna che,  in quanto Associazione del Fante, è per noi suprema missione".

http://assofantecatania.blogspot.it/2017/05/il-commissario-dellassociazione.html

martedì 23 maggio 2017

Brillante conferenza del Dottor Francesco Giordano, Cavaliere dell'Ordine al Merito Civile di Savoja, su Carlo Delcroix nella sede di Catania della Delegazione delle Guardie al Pantheon





      Brillante conferenza del Dottor Francesco Giordano, Cavaliere dell'Ordine al Merito Civile di Savoja, su Carlo Delcroix nella sede di Catania della Delegazione delle Guardie al Pantheon

Nella sede di Catania della Delegazione dell'Istituto Nazionale per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon, la GdO Dottor Francesco Giordano, Cavaliere dell'Ordine al Merito Civile di Savoja, sabato 20 maggio u.s. ha intrattenuto il qualificato uditorio di Guardie ed amici, con la relazione titolata "Carlo Delcroix, il mago della Parola di una Italia che non è più". Il testo dell'intervento, come molti altri, è stato editato nella Collana di studi di dottrina monarchica, omonimo Centro Studi istituito il 1\9\1999, curata ed edita dal Gr.Uff. OMS Giuseppe Valore.
Dopo l'introduzione del Delegato INGORTP etneo Cav.Uff.Ing.Salvatore Caruso, il Cav.Dott. Giordano, andando a braccio e seguendo il "fil rouge" della passione monarchica, ha brillantemente tratteggiato la figura di Carlo Delcroix, combattente, grande invalido e mutilato della prima guerra mondiale, sottolineandone le doti umane, morali e soprattutto letterarie. Delcroix, ha precisato l'oratore, fu un vero "aedo del Dolore", un monarchico fervente sempre fedele alla Real Casa di Savoja nei suoi Re, un oratore fecondissimo sia durante il regime fascista che nella repubblica, quando venne eletto alla Camera deputato per il partito monarchico. Oltre che luminoso scrittore, fu anche personaggio della letteratura, venendo citato ben sei volte da Ezra Pound e in un memorabile capitolo, da Ada Negri.   Il Cav.Dott. Giordano ha concluso la sua conferenza molto apprezzata dai presenti, col rammentare che gli eroi pubblici, come Delcroix (che si spegneva nel 1977) come quelli ignoti, mai non muoiono se ne viene ravvivato con intensità il ricordo.

venerdì 19 maggio 2017

Il Coordinatore di Catania della Legione Garibaldina interviene alla presentazione del libro "Piume baciatemi.." ispirato alla vita del bersagliere Damaggio eroe del Pasubio nella Grande Guerra








           Il Coordinatore di Catania della Legione Garibaldina interviene alla presentazione del libro "Piume baciatemi.." ispirato alla vita del bersagliere Damaggio eroe del Pasubio nella Grande Guerra

Nel pomeriggio del giorno 11 maggio, nei locali di villa Fortuna ad Acitrezza (Ct), affacciata sullo splendido lungomare dei Ciclopi, sede della Pro Loco, si è tenuta a cura del Centro Studi Acitrezza diretto da Giovanni Castorina, la presentazione del libro "Piume baciatemi...", biografia romanzata del bersagliere Salvatore Damaggio eroe della Grande Guerra, scritto da Vera ambra ed edito da Akkuaria Edizioni.  Con la decisiova presenza dei componenti della locale Associazione Nazionale Bersaglieri, di cui sono intervenuti il Presidente regionale e quello sezionale, e l'intervento del giornalista Daniele Lo Porto, segretario Assostampa nonché vice presidente della locale sezione della Associazione Marinai d'Italia e autore della prefazione del libro, l'evento è stato ben partecipato.
Il Coordinatore per Catania e provincia della Legione Garibaldina, Cav.Dott.Francesco Giordano, invitato a tenere un intervento -anche in quanto autore della postfazione del libro-, ha intanto voluto portare il saluto della Legione a codesto evento che rammemora, nella figura del Tenente Damaggio che tenne la cima del monte Pasubio in condizioni difficilissime nel luglio 1916 meritandosi la medaglia al valore, tutti i combattenti del primo conflitto mondiale, "un massacro", ha detto il nostro esponente, "ove la maggioranza dei Fanti provenivano dalla Sicilia e dal Sud: neppure si comprendevano perchè la lingua italiana parlata non era troppo diffusa seppure la legge Coppino del 1877 istituiva, e fu merito del governo unitario nazionale mentre i Borboni mai vollero istruire le masse, la scuola elementare gratuita e pubblica per tutti: fu lo spirito di corpo e la vita comune nelle trincee accomunati dalla medesima fede nella Patria, ammantata dal sacro tricolore, che compì il miracolo della compiuta Unità nazionale .   "La Legione Garibaldina", ha proseguito Giordano, "già nel 1914 partecipava alla grande guerra coi battaglioni di volontari nell'esercito di Francia, pugnando nelle Argonne al comando di Peppino Garibaldi figlio di Ricciotti e lasciando sul campo Bruno e Costante Garibaldi, per poi dopo l'ingresso dell'Italia nel conflitto, confluire nel Regio Esercito".
Ha quindi ricordato la genesi della Legione, direttamente dal Corpo dei Volontari poi Esercito Nazionale che, al grido di "Italia e Vittorio Emanuele", unificarono la Patria con la mitica spedizione dei Mille dalla Sicilia a Napoli nel maggio 1860, or sono 157 anni; come la Legione Garibaldina si sia coperta di gloria nella guerra per la libertà della Grecia e dell'Epiro combattendo a Domokos nel 1897, al comando di Menotti Garibaldi, il cui battaglione era composto da 50 volontari siciliani e catanesi, tra cui il valoroso deputato e poi Sindaco etneo Giuseppe de Felice Giuffrida;  ha altresì ricordato che se è bene che i Bersaglieri, "una specialità del Regio Esercito prima e dell'Esercito della Repubblica oggi, nelle loro associazioni, diffondano l'amor patrio anche nelle scuole, questo mai deve far dimenticare il sagrifizio di coloro che non tornarono, i morti ed i dispersi, che solo ebbero la gloria muta di compiere il loro dovere, non ad altro aspirando che alla Liberta italiana, quindi alla nostra": in questo senso, ha precisato il Coordinatore etneo della Legione, "è importantissimo spiegare ai ragazzi il significato della Storia, particolarmente del Milite Ignoto, simbolo di tutti i caduti senza nome, verso cui deferente leviamo il nostro pensiero; la Legione è lieta di condividere questo evento patriottico, nella speranza che si persegua la diffusione dei valori della conoscenza ed amore per la nostra Italia, una e libera".      L'evento si è concluso con la preghiera del Bersagliere, al suono dell'attenti intonato da un militare, e il ricordo del Damaggio, decorato dell'ordine della Corona d'Italia e nel volume liberamente descritto nei suoi travagli interiori. *

*Si ringrazia la signorina Roberta Celano per le foto gentilmente concesse

giovedì 11 maggio 2017

La Legione Garibaldina festeggia l'anniversario della sua fondazione a Catania rendendo onore al busto del Generale Garibaldi al giardino Bellini, 7 maggio 2017



https://www.facebook.com/Legione-Garibaldia-Coordinamento-Regioni-Calabria-Campania-Sicilia-110689492833982/?hc_ref=PAGES_TIMELINE

martedì 9 maggio 2017

Catania / Concerto del duo Celano- Sorley e un libro per scoprire la storia dell’Epiro, piccolo Stato dei Balcani


Dal periodico cattolico "La Voce dello Jonio" di Acireale (Ct), 7 maggio 2017




Catania / Concerto del duo Celano- Sorley e un libro per scoprire la storia dell’Epiro, piccolo Stato dei Balcani

Nella sala dell’Unione ciechi di Catania si è svolto “Epiro Concert”, concerto di arie e opere del mezzosoprano Roberta Celano e del pianista Alistair Sorley, in occasione della presentazione del libro “Il regno d’Epiro nell’Europa di ieri e di oggi”.
Il concerto, organizzato dall’associazione Agimus diretta dal maestro Giovanni Cultrera, dalla delegazione di Sicilia e Malta della Real Casa d’Epiro e dall’associazione Akkuaria, ha visto perfettamente fondersi un momento di grande cultura e di eccellente musica.
Il pubblico è rimasto estasiato dalla soave voce del mezzosoprano Roberta Celano, accompagnata dal pianista Alistair Sorley, due giovani talenti che hanno incantato tutti, sia gli appassionati del bel canto sia coloro che sono più lontani da questa melodiosa musica
Roberta Celano,  nata a  Catania nel 1990, sin dalla più tenera età si dedica allo studio del pianoforte per poi intraprendere lo studio del canto lirico. Il suo percorso artistico è già molto ricco nonostante la giovane età, infatti per ben dieci anni fa parte del coro dell’Istituto musicale Vincenzo Bellini di Catania. Vincitrice del 4° concorso internazionale del bel canto “Simone Alaimo” come ruolo e voce rossiniana,  è stata Rosina nel “Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini nella rappresentazione che è stata allestita la scorsa estate nella corte di Casa san Tommaso a Linguaglossa.
L’inglese Alistair Sorley, virtuoso del pianoforte, all’età di 16 anni ottiene una borsa di studio alla Royal Academy of Music di Londra diplomandosi in violino e pianoforte.
Dopo l’esecuzione di alcuni brani da parte di Sorley e della Celano è stato presentato al pubblico il libro “ Il regno d’Epiro nell’Europa di ieri e di oggi”. Autori del volume il dott. Francesco Giordano, il prof. Aldo Colleoni e l’esperto russo di araldica Valery Pavlovich Yegorov, la prefazione al testo è stata curata da Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia Gran Principe d’Epiro.
Dopo l’intervento dell’editore Vera Ambra, il delegato epirota dott. Giordano ha brevemente raccontato la storia della stesura del libro, un lavoro certosino e pieno di fonti storiche che rendono prezioso questo volume non solo per gli appassionati di storia ma per tutti coloro che vogliono scoprire le vicende di questa piccola nazione dei Balcani poco conosciuta e della Casa Reale epirota oggi, con gli ordini cavallereschi e diritti dinastici. Il piccolo Stato con le lunghe vicende che si sono succedute in tanti secoli, sorge alla vigilia della Grande Guerra, ma ben presto viene fagocitato dalle vicende belliche che spargeranno tanto sangue nel continente europeo. La lettura di questo libro è dunque fonte di luce e scoperta di eventi storici, di pagine di vita poco conosciute e tutte  da scoprire. A conclusione della serata, prima dei saluti il dott. Giordano ha consegnato al maestro Giovanni Cultrera, che da oltre un ventennio cura la rassegna musicale dell’Unione ciechi di Catania, la pergamena di Cavaliere dell’Ordine Equestre dell’Aquila d’Epiro.

Gabriella Puleo
http://www.vdj.it/?p=48771


martedì 2 maggio 2017

Grande successo del concorso letterario "Il Mito Greco" a Catania, organizzato da Akkuaria e dalla Delegazione di Sicilia e Malta della Real Casa d'Epiro







Grande successo del concorso letterario "Il Mito Greco" a Catania, organizzato da Akkuaria e dalla Delegazione di Sicilia e Malta della Real Casa d'Epiro

Con notevole concorso di pubblico, si è svolta sabato 29 aprile 2017 alle ore 20.00 presso la  Biblioteca “Vincenzo Bellini” in Catania,  via Antonino Di Sangiuliano, 307, la Cerimonia di Premiazione  del Concorso Letterario “Il Mito Greco dai mille volti e dai mille nomi”.
 L’iniziativa è stata organizzata con l’Alto Patrocinio della Real Casa dell’Epiro e di S.A.R. e Serenissima Don Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia per Grazia di Dio e per chiamata Gran Principe d’Epiro, dalla Delegazione di Sicilia e Malta della Real Casa d’Epiro nella persona del Delegato Nob. Comm. c.pl. Dott. Francesco Giordano, dall’Associazione Culturale Internazionale Epiro Reale Accademia Reale Internazionale di Santa Sofia nella persona del Presidente N.D. Principessa Giuseppina Sacchi di Nicopoli e d’Epiro, dall’Associazione Culturale Akkuaria nella persona del Presidente N.D. Vera Ambra.
Dopo i saluti di prassi, il Delegato della Casa d'Epiro Comm. Francesco Giordano, ha premiato, assistito dalla poetessa e scrittrice Gabriella Rossitto, i ragazzi della V ginnasiale del liceo Classico "Amari" di Giarre, che con l'ausilio importante della loro insegnante prof.ssa Mariuccia Stelladoro, hanno ottenuto la presenza nella antologia ivi lanciata, con le loro opere.  
Sono stati premiati in seguito i finalisti del concorso; la serata molto partecipata ed affollata ha altresì avuto degli interventi liberi degli autori di Akkuaria (da segnalare la lettura dei versi di Kostantino Kavafis da parte della scrittrice Mariella Sudano); precedentemente, il Delegato epirota Comm. Giordano ha consegnato alla N.D. Vera Ambra, le pergamene che il Principe d'Epiro Don Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia ha assegnato alle Edizioni Akkuaria insignite della prestigiosa qualifica di Editore della Real Casa d'Epiro. La serata si è chiusa con la frase greca "Elefterìa i thanatos", "libertà o morte", pronunziata dal Delegato della Casa d'Epiro.
Queste le opere finaliste
sezione poesia
 Cerimonia di Alessandra Cannovale
Narciso di Alessandra Felli
Lago di Pergusa di Antonella Cardella
Il dono di Atena di Carlo Lottek Landriscina
Inno a Venere di Giuseppe Stefano Proiti
Didone di Lucia Zappalà
Tu come nel mito di Pippo Nasca

Silloge di poesia
Venite o Dèi a visitarci di Salvo Leone
Lo specchio di Afrodite di Antonio Contoli

Sezione narrativa
Iris di Angela Russo
La sala del trono di Calogero Restivo
Solo gli Dèi ci rendono eroi di Carmelo Scardaci
Prometeo outsider di Emanuele Salemi
Tre di Giuseppe Pisasale
Lena, la bella tessitrice di Gualtiero M. F. Schirinzi
Io, Hank e Zorba il greco di Nazareno Anniballo
Maratona 490 a. c. di Piero Pizzo
Un volo nel mito di Pippo Nasca

Silloge di narrativa
Metamorfosi di Ulisse, Raccolta di Carlo Lottek Landriscina

Sezione saggistica
Tra Miti e Leggende di Pippo Nasca
I Miti Greci e le leggende dell’Etna
Lavoro di ricerca di gruppo degli studenti del Liceo Classico “Michele Amari” Giarre (Catania) diretti dalla prof.ssa Mariuccia Stelladoro e coordinati da Valeria Strazzeri e Giuliana Ardito (classe VC)
Il Mito dell’Ade e la bocca dell’inferno
Federica Andò, Carlotta Malfitana, Maria Pia Pennisi, Noemi Zuccaro (classe VC)
 Il Mito di Efesto
Cristina Murabito, Marta Aci (Classe VC)
Ade e Persefone
Mario Damusco, Marica Guarrera, Lara Pistorio, Giuliana Rametta, Liliana Samperi (classe VA)
Il Mito di Aci e Galatea
Sofia Incognito, Lucia Lombardo, Alessandro Pagano, Giuseppe Parisi (classe IVA)
 Il Mito di Bronte
Maria La Spina, Claudia Vaccaro (classe VB)
Il Mito di Tifeo
Gaia Rametta, Azzurra Musumeci, Smeralda Grasso, Ludovica Testa, Francesco Marzullo (Classe IVC)
 Re Artù e l’Etna
Federica Andò, Carlotta Malfitana, Maria Pia Pennisi, Noemi Zuccaro (classe VC)
 La Leggenda del Sacro Graal
Maria La Spina, Claudia Vaccaro (classe VB)
La Pantofola della Regina Elisabetta
Mario Damusco, Marica Guarrera, Lara Pistorio, Rametta Giulianam Liliana Samperi (classe VA)
Il Castagmo dei cento cavalli
Sofia Incognito, Lucia Lombardo, Alessandro Pagano, Giuseppe Parisi (classe IVA)
 Colapesce
Maria Maugeri, Alessia Maugeri (classe VC)
 Empedocle
Gaia Rametta, Azzurra Musumeci, Smeralda Grasso, Ludovica Testa, Francesco Marzullo (classe IVC)

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sabato 29 aprile 2017

Straordinario successo dell'Epiro Concert 2017 nel salone dell'Unione Italiana Ciechi di Catania










Straordinario successo dell'Epiro Concert 2017 nel salone dell'Unione Italiana Ciechi di Catania

Serata densissima di pubblico per un successo oltre ogni previsione, quella organizzata il 26 aprile 2017 dalla Delegazione di Sicilia e Malta della Real Casa d'Epiro, dall'Agimus e dall'associazione Akkuaria nel salone dell'Unione Italiana Ciechi di Catania, ove si è svolto l'Epiro Concert 2017, evento in occasione della presentazione del libro "Il Regno d'Epiro nell'Europa di ieri e di oggi", scritto dal Delegato epirota Comm.Dott. Francesco Giordano per Akkuaria edizioni.  La fondamentale collaborazione del noto Maestro Giovanni Cultrera, il quale fra le innumerevoli attività artistiche dirige da oltre un ventennio la rassegna musicale dell'Unione Ciechi etnea, ha fatto sì che la serata si svolgesse in modo splendido.
L'evento ha visto protagonisti, oltre il foltissimo pubblico dei non vedenti e partecipanti che ha letteralmente gremito la sala dell'UIC Catania -tanto che molti hanno sostato in piedi perchè le sedie, una ottantina, erano tutte occupate- due astri splendenti della lirica siciliana e della musica internazionale: la ventiseienne mezzosoprano catanese Roberta Celano, avviata verso luminosa carriera come voce rossiniana ma dalle valenze mozartiane e verdiane, e il pianista inglese ma trapiantato in Sicilia Alistair Sorley, virtuoso del piano e barocchista, "in forza" al Teatro Bellini di Catania.    Presentato dalla signora Vinci dell'UIC, l'Epiro Concert si avvia ad inaugurare un cammino di luminoso binomio fra storia letteratura e musica, patrocinato dalla Casa Reale dell'Epiro il cui Principe italiano, Don Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia, ha concesso nobile plauso.  
Dopo l'intervento dell'Editrice Donna Vera Ambra, che ha illustrato le attività di Akkuaria, il Delegato della Real Casa Comm.Francesco Giordano ha altresi nel suo intervento, voluto ricordare il senso di libertà che soggiace alla pubblicazione del libro; come questo nasca dalla collaborazione di tre studiosi, l'araldista della Casa Reale russa Romanoff  Yegorov e il prof.Colleoni di Trieste e lui medesimo, onde rammentare che la causa dell'Epiro altro non è che quella dell'Europa, la cui sintesi della civiltà ivi nasce e da quelle radici rampolla il futuro.  Indi ha  consegnato, investendolo della funzione cavalleresca, al Maestro Cultrera la pergamena di Cavaliere dell'Ordine Equestre dell'Aquila d'Epiro, di cui per meriti artistici e su proposta della Delegazione siciliana, è stato insignito dal Serenissimo Principe.  Il Maestro Cultrera si è mostrato molto felice del prestigioso riconoscimento che cementa il cammino di Luce verso le strade dell'Arte e della Cultura nel mondo; la Delegazione Epirota ha poi consegnato al Maestro Celano ed al Maestro Sorley delle meritate benemerenze per la collaborazione.
Il concerto, che ha mandato il estasi i convenuti, si è svolto con le esibizioni di Roberta Celano accompagnata dal pianista Sorley, in "Voi che sapete" dalle Nozze di Figaro di Mozart, "Dopo l'oscuro nembo", dall'Adelson e Salvini di Bellini, "Pensa alla Patria" da "L'italiana in Algeri" di G.Rossini; mentre Alistair Sorley ha eseguito al pianoforte "Intermezzo" dalla Manon di Puccini, la "Romanza senza parole" di Mendelssohn, "Intermezzo" da Pagliacci di Leoncavallo, tutti dalla fascinosa coloratura; i due bis assai partecipati concessi dagli artisti, sono stati "Aprile", intensa romanza di F.Paolo Tosti, e un coinvolgente "Voglio vivere così", piena sorpresa, interpretato dalla mezzosoprano con venature di melodia classica che hanno letteralmente travolto il pubblico, trascinato a cantare congiuntamente agli artisti la celebre canzone che fu di Tito Schipa e Claudio Villa.  La serata si è conclusa con un vin d'honneur offerto dalla Delegazione di Sicilia e Malta della Casa Reale epirota.  Tra i presenti, il Console di Grecia Bizzarro e signora, il Delegato delle Guardie al Pantheon di Catania Cav.uff.Salvatore Caruso e la sorella Dama Grazia Caruso, il Grand'ufficiale OMS Giuseppe Valore e la sorella Pina Dama di commenda, le GdO  Cavv.  Aversa, Schinocca,Guarino, molti amici e simpatizzanti.
Una serata brillante ed elegante che testimonia come sia sempre bello il trionfo della Cultura e dell'Arte, nella nobile e antica terra di Sicilia, crocevia del Mediterraneo culla della civiltà europea.

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domenica 26 marzo 2017

Messa solenne a San Camillo in Catania in suffragio di Umberto II e Maria Josè di Savoja





      Messa solenne a San Camillo in Catania in suffragio di Umberto II e Maria Josè di Savoja 

L'appuntamento che come consuetudine, la Delegazione di Catania dell'Istituto Nazionale per la Guardioa d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon, organizza a marzo con la Santa Messa di suffragio per le Loro Maestà Umberto II Re d'Italia e la Regina Maria Josè, ha avuto in questo 2017 una solennità speciale. Nell'anniversario della Madonna SS.Annunziata patrona di Casa Savoia  (alla Madre Celeste è intitolato il più prestigioso degli Ordini Dinastici sabaudi) cadente il 25 marzo, la sacra funzione si svolse nel fastoso tempio barocco di San Camillo dei Crociferi- Mercedari in Catania, alla presenza di numerose Guardie e di diversi insigniti degli Ordini Dinastici di Maurizio e Lazzaro e al Merito Civile di Savoia, onde rendere più importante l'evento, a cui erano presenti, oltre al Delegato catanese delle Guardie ing.Caruso, il Delegato regionale degli OO.DD. sabaudi e Consultore INGORTP gr.uff. Francesco Atanasio, il Vicario di Catania cav.uff.Giovanni Vanadia, alcuni Consultori e familiari.
Molto partecipata la predica dell'officiante Mons. Currò; i momenti liturgici sono stati allietati dalla voce del soprano Nadia Suriano; nella preghiera dei fedeli, importante la citazione, da parte del Delegato alla Cultura INGORTP cav.Davide Truscello, del ricordo dei caduti che in guerra diedero la vita per la Patria; prima della chiusura della S.Messa, il Delegato INGORTP di Catania Caruso ha voluto brevemente ricordare come durante il recente incontro ad Altacomba, SAR Vittorio Emanuele IV Capo della Real Casa di Savoja, abbia particolarmente sottolineato di "avere nel cuore e pensare sempre" alla Sicilia ed a Catania, quali fedelissimi della dinastia sabauda.  Altresì importante l'intervento dell'avv.Atanasio, che ha inteso con particolari ricordare la figura dell'ultimo Re d'Italia Umberto II e le sue opere politiche e di misericordia, tra le quali la concessione alla Sicilia dello Statuto autonomista, nel maggio 1946, che, ha giustamente egli precisato,  "un ceto politico indegno ha travisato"; e il dono della Sacra Sindone al Papa oggi Santo, Giovanni Paolo II, alla vigilia della morte.
Dopo la Messa, nella sagrestia di San Camillo, ospiti della GdO Beniamino Sorbera (che ha ricevuto un attestato di merito INGORTP per i 30 anni di militanza), l'avvocato Atanasio ha voluto, in un clima di festa fraterna approssimandosi la Santa Pasqua, comunicare le decisioni prese dalla Giunta degli OO.DD. riunita il 3 marzo a Ginevra, la quale ha deciso di procedere al passaggio dei Consultori catanesi dott.Filippo Cuva e dott.Pietro Suriano all'Ordine di Maurizio e Lazzaro, come alla GdO dott.ssa Enza Speranza è stato dato l'avanzamento a Dama di Commenda mauriziana; altresì sono stati ammessi nell'Ordine al Merito Civile di Savoja le GdO sign.Giovanni Campanella, dott.Giuseppe Di Dio e dott.Francesco Giordano, unitamente alla N.D. Pina Valore come Dama di Commenda. Erano presenti le GdO di Catania Aversa, Schinocca, Dolci, Valore, Caruso, Guarino, Vella, La Torre, Villani Conti, Tringale, Arena e altri; fra gli insigniti il cav.Calabrese.
                                                                                                                ***

lunedì 13 febbraio 2017

Pranzo di gala a Catania per gli ottanta anni di SAR Vittorio Emanuele IV di Savoja




            Pranzo di gala a Catania per gli ottanta anni di SAR Vittorio Emanuele IV di Savoja

In un clima lieto e amichevolmente festoso, si svolse domenica 12 febbrajo a Catania, nei locali eleganti dell'albergo Mercure-Excelsior, il pranzo di gala in occasione dell'ottantesimo genetliaco di SAR Vittorio Emanuele IV Duca di Savoja, Principe di Napoli e XVII Gran Maestro degli Ordini Dinastici della Casa sabauda nonché Presidente onorario dell'Istituto Nazionale per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon; la celebrazione coincide quasi col genetliaco di SAR la Principessa Marina di Savoja. Il gajo evento, organizzato congiuntamente dalla Delegazione di Sicilia degli Ordini Dinastici di Savoja e dall'Ispettorato regionale delle Guardie al Pantheon, ha fatto convenire nella città etnea, tra le più fedeli alla monarchia sin dagli anni -mai qui dimenticati- del referendum, in cui vi fu plebiscitaria votazione verso la Corona, moltissimi amici e confratelli delle Guardie e degli Ordini, accompagnati sovente da familiari, per celebrare in amichevole incontro il fausto evento e consolidare lo spirito fraterno e affettuoso che anima le nobili istituzioni che a Casa Savoia fanno capo.
Tale operazione meritoria si deve al Grand'Ufficiale avv.Francesco Atanasio, Delegato regionale degli Ordini, coadiuvato splendidamente dal Vicario di Catania dei medesimi Cav.Uff. avv. Giovanni Vanadia, unitamente all'Ispettore regionale della Sicilia INGORTP cav.Giuseppe Restifo; Atanasio ha nel saluto ufficiale, voluto ricordare che le deliberazioni dei deputati alla Camera, hanno per sfondo il bassorilievo con la storia di Casa Savoia voluto da Re Vittorio Emanuele III, per simboleggiare l'apporto fondamentale della Real Casa alla Unità nazionale; Restifo ha inteso rammentare l'affetto che i vertici di Casa Savoia hanno sempre avuto per gli amici siciliani. Nelle manifestazioni di solidarietà e sostegno a Casa Savoia la Sicilia è ed è sempre stata in prima linea, come si vide nel trascorso 2016, in occasione della visita siciliana di SAR il Principe di Piemonte e Venezia Emanuele Filiberto.  Si volle dire,  è bello precisarlo, che la fedeltà alla Real Casa ed all'idea monarchica è sì atto politico e scelta di campo, ma anche un vero e proprio sentimento, diremmo fideistico, a cui ogni monarchico di cuore aderirà usque ad mortem et ultra.
Nutrita e imponente come sempre la Delegazione Guardie e Ordini di Catania, guidata dal Delegato Cav.Uff.ing. Salvatore Caruso, con le Guardie Aversa, Grazia Caruso, Costanzo, Speranza, Cuva, Di Dio Ciantia, La Torre, Villani Conti, Francesco Giordano e altri.   Tra i presenti l'avv.Ottavio Vaccaro, il dott. Francesco Calabrese del noto Circolo Canottieri Jonica e l'Onorevole Basilio Catanoso, già firmatario alla Camera dei Deputati del ddl per il rientro delle salme dei Re dall'ingiusto esilio.   Presenti i Delegati delle Guardie di Sicilia Giuliana, Falzone, Don Andrea Di Paola degli OO.DD. di Messina, che ha voluto invocare la Divina protezione.
Alla torta finale venne chiamato, per simboleggiare unità e affetto, il Grand'Ufficiale Giuseppe Valore Delegato emerito di Catania e artefice di moltissime attività a pro della Real Casa, e inneggiando a Vittorio Emanuele IV,  l'incontro si concluse col sempiterno grido di "Sempre avanti Savoja!".

lunedì 6 febbraio 2017

Conferenza "La non violenza", chiesa San Nicolò la Rena, Catania 10 febbraio 2017 ore 20,30

Riceviamo e pubblichiamo



Mi è gradito invitarvi venerdì 10 febbraio ore 20.30 a partecipare all'incontro dal titolo

La nonviolenza: stile di una politica per la pace 

Conferenza pubblica finalizzata a riflettere su scenari internazionali e su problematiche locali, grazie agli interventi di padre Giulio Albanese, missionario esperto di questioni relative all'Africa e al Sud del mondo, e al dott. Carmelo Zuccaro, Procuratore della Repubblica a Catania.

Visto l'interesse che l'incontro può suscitare vi invito a darne la massima diffusione.

Il Rettore
Gaetano Zito

sabato 4 febbraio 2017

Corona dell'immortalità: Sant'Agata a Catania, 4 e 5 febbraio 2017





           Corona dell'immortalità: Sant'Agata a Catania, 4 e 5 febbraio 2017  

Il Delegato per la Sicilia e Malta della Real Casa d'Epiro, Nobile Commendatore con placca S.E. Dott.Francesco Giordano catanese, in spirito di umiltà e cristiana devozione, unitamente alle masse del popolo che custodisce il depositum fidei, partecipa senza fronzoli, semplicemente, ai grandiosi festeggiamenti che ogni anno nella città italiana e siciliana di Catania si danno il 4 e 5 febbrajo in onore della Protomartire Agata, le cui sacre reliquie (tornate in Patria dopo l'esilio a Costantinopoli del XI-XII secolo) percorrono le vie cittadine, a perenne protezione e memento di dolori e gioje millenarie; ricorda la devozione che in Occidente come in Oriente si ebbe sempre per la giovine martire del secondo secolo dell'era del Cristo, con le parole di un inno greco (cit.Consoli, S.Agata Vergine e Martire, 1951 pag.94 vol.II; cfr. Romeo, S.Agata e il suo culto, 1922, pag. 133) cantato nelle liturgie orientali per secoli:

"O Agata martire illustre, che coronasti confortata da Dio, la tua innocenza colla porpora del martirio, tu che ti béi tra gli angeli, chiedi in pro di tutti la corona dell'Immortalità...
O tu che all'ape desti di essere artefice di dolce liquore, vera medicina dei corpi, e al flugello verme anch'esso, la tessile scienza, dà pure a me di ordire un inno che celebri i tuoi prodigi e le lodi dei tuoi vittoriosi atleti. Manda, o Verbo Divino, a me il germe della grazia tua, perché anche dalla mia terra si elevino rigogliose le tue sublimi parole, ed io canti il valore di Agata tua, amante tua, torturata per Te, anelante alla corona dell'immortalità".
"Salve gloria di Catania!
Si adorni oggi la Chiesa
della gloriosa porpora intinta
del sacro sangue della martire Agata
Gridiamo Salve, o gloria di Catania!"

Con le parole dell'inno in italica favella, scritte dal caro e indimenticato sacerdote poeta Don Antonio Corsaro, cantatate da tutti e specialmente pure su le labbra dei bambini:

"Tu che splendi in paradiso, coronata di Vittoria, oh Sant'Agata la gloria, per noi prega, prega di lassù!"

(Foto, a cura della Regia Delegazione: il fercolo agatino in piazza Cutelli e piazza dei Martiri, Catania 4 febbrajo 2017 mattina)

domenica 29 gennaio 2017

Conferenza "Sant'Agata torna", Chiesa San Nicolò la Rena Catania, 2 febbraio 2017 ore 19



mercoledì 4 gennaio 2017

Concorso internazionale di Poesia e Narrativa "Il mito greco dai mille volti e dai mille nomi"






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