giovedì 26 maggio 2011

Lo spettacolo "Commedianti" il 27, 28 e 29 maggio al Teatro Don Bosco di Catania



Riceviamo e volentieri pubblichiamo:


Venerdì 27 Maggio alle ore 21,15 il Gruppo D’Arte Sicilia Teatro, diretto da Tino Pasqualino andrà in scena al Teatro Don Bosco di Viale M.Rapisardi n.56 a Catania con l’ultimo appuntamento della XX Stagione Teatrale con lo spettacolo teatrale dal titolo "COMMEDIANTI" di Pippo Spampinato, prenderanno parte allo spettacolo il mitico comico Turi Killer, Geatano Di Benedetto,Fiorella Tomaselli,Filippo Russo,Carmela Trovato,Rita Biondi,Luna Piazza,Michele Torrisi,Silvana Nassetta,Kevin La Rosa,Giuseppe Pezzino,Gino Santagati.
Scene di Giuliano Coco,Costumi Sartoria Beneventano,Trucco Sara Lattuga.
Lo spettacolo sarà replicato: Sabato 28 Maggio alle ore 17,30 e 21,15 e Domenica 29 Maggio alle ore 17,30 e 21,15


Note sullo spettacolo
"Commedianti" è una commedia brillante, leggera e allegra, in più di un momento, anche farsesca. Vuole solamente divertire e funzionare da scacciapensieri.
Come uno specchio deformante, ora concavo e ora convesso, riflette alcuni aspetti del viver quotidiano di persone che oggi possano esistere nella città di Catania, come sono sempre esistiti in ogni tempo e in ogni altra città del mondo.
La vicenda si svolge nei primissimi anni di questo nuovo secolo e prende le mosse da una lodevole iniziativa intrapresa da un immaginario Patronato di beneficenza, con l’elargizione di una considerevole somma di danaro da assegnare a beneficio di quella che risulterà essere la famiglia più bisognosa della città. L’operazione benefica è intercettata da uno scansafatiche di professione che con uno stratagemma volge il generoso gesto a vantaggio suo e della sua famiglia. Però una serie di inaspettate peripezie, coinvolgendo tutti i personaggi in una girandola di situazioni imprevedibili, rendono assai faticosa l’appropriazione del consistente gruzzolo.
Trattasi, insomma, di una delle innumerevoli varianti dell’arte di arrangiarsi di tutti i tempi, dove destrezza, furbizia, spudoratezza e una dose, anche, di disonestà si mescolano, talvolta, a placare davvero la nostalgia o il sogno di una condizione umana meno grama, più vivibile.
Per informazioni rivolgersi: 095 221804 338 7663469

venerdì 20 maggio 2011

Tutti inSIeme verso il futuro: 26 maggio a Catania



Riceviamo e volentieri pubblichiamo:


Giovedì 26 Maggio 2011 ore 17.00 presso la Sala Biblioteca della Chiesa della Consolazione - Via Milo 11a - Catania le associazioni Akkuaria, Artists & Creatives, 25 Novembre Giornata Mondiale contro la Violenza alle Donne e il Comitato Provinciale di Catania dell'A.I.C.S. Settore Cultura stanno promuovendo un libero incontro-dibattito per discutere l'attuale situazione eco-ambientale e i motivi che vedranno protagonista la popolazione italiana chiamata ad esprimere la propria volontà al prossimo referendum del 12 e 13 giugno 2011.
L'occasione questo incontro nasce dall'esigenza di promuovere uno scambio reciproco di conoscenze, idee e riflessioni.

mercoledì 11 maggio 2011

L'Associazione Giovani e Tradizione di Acireale organizza a Roma il Convegno sulla S.Messa in latino



Segnalataci dall'amico Piersanti Serrano (che partecipa alle assise), genius loci del Collegio Liturgico Cardinal Nava il quale tante benemerenze riscuote in Catania città nativa ed ovunque si perpetui la Tradizione della Chiesa, pubblichiamo la locandina del convegno organizzato dall'attiva e solerte associazione "Giovani e Tradizione" di Acireale (a cui si deve la celebrazione ogni domenica della S.Messa in lingua latina nella 'città dalle cento campane') in Roma, sul motu proprio che secondo la volontà del Santo Padre, ha rinnovellato nell'antico solco, la vita liturgica del cattolicesimo romano. Catania aspetta ancòra la S.Messa latina... confidiamo non per molto. "Una speranza per tutta la Chiesa", il titolo: speranza che facciamo nostra, nel mese dedicato alla Vergine Madre, Regina del Cielo, ed invocando l'Angelo Custode...

(FGio)

mercoledì 4 maggio 2011

Premio letterario Fortunato Pasqualino 2011









A Butera cerimonia di premiazione del Concorso letterario Fortunato Pasqualino







Sabato 14 Maggio 2011 alle ore 17.00 presso il Residence "Le Viole" - Piazza Castello - Buterasi svolgerà la Cerimonia di chiusura della 3a Edizione del Concorso Internazionale di Poesia e Narrativa



PREMIO FORTUNATO PASQUALINO



Interverranno:



Luigi Casisi, Sindaco Comune di Butera
Raffaele Lombardo, Presidente della Regione Siciliana
Sebastiano Missineo, Assessore Regionale Beni Culturali e Identità Siciliana
Giuseppe Federico, Presidente Provinciale Caltanissetta
Carmelo Labbate, Presidente del Consiglio Comunale di Butera
Giovanna Donzella, Assessore alla Cultura Comune di Butera
Giuseppina Carnazzo, Dirigente Settore Cultura Comune di Butera
Vera Ambra, Presidente Associazione Akkuaria
Giorgio Russello, Presidente Associazione Artists & Creatives
Fisicchia Caterina, Insegnante
Nino Amico, Storico
Francesco Giordano, Giornalista




Ospiti gli attori: Natalia Silvestro, Carlo Barbera ed Emanuele Puglia


In Giuria:Angela Agnello, Gabriella Rossitto, Giulia Passino, Mariella Sudano, Sergio De Angelis, Vittorio Frau



Ingresso libero:Maggiori informazioni su http://www.premiofortunatopasqualino.it/

Catania muore lentamente.... dov'è il nuovo Sottosegretario al Lavoro Nello Musumeci? Dove la 'primavera' di Enzo Bianco?













Cronachetta d'inizio maggio: Catania muore lentamente.... dov'è il nuovo Sottosegretario al Lavoro Nello Musumeci? Dove la 'primavera' di Enzo Bianco?



Mattina del 3 maggio: lavoratori bloccano via Vittorio Emanuele altezza Duomo in Catania, gridando: "Sindaco facci arrestare": hanno la tuta gialla, sono i pulizieri della vicenda della diminuzione delle ore di lavoro, del contratto a brevissimo tempo, dello stipendio da fame.... di fronte l'edificio municipale, sotto la 'funcia' dell'elefante, bivaccano ancora gli sfrattati del tristemente celebre 'palazzo di cemento' di Librino (quartiere che sarebbe bene elevare, per le molte migliaia di abitanti, a comune autonomo); qualcuno accende il braciere e arrostisce pesce.... una donna vende limoni e lattughe, per protesta, innanzi il portone comunale.... tutto ciò sotto lo sguardo distratto e indifferente dei Vigili Urbani, e delle forze dell'ordine.... Non è Abdijan, né Kampala nè il Senegambia: è Catania, città metropolitana, 'pupilla' del governo fino al periodo scapagniniano ed oggi esaltata da alcuni quale modello di virtù, alle ore 12 dell'anno 2011 giorno dei SS.Filippo e Giacomo, in pieno sole di primavera. La gente passa, guarda, scuote la testa, e prosegue. Chi va alla 'pescherìa' per rifornirsi del fresco pescato dei marinaj, chi prosegue per le faccende.
Era una bella città, Catania, fino agli anni Ottanta. Attenzione, fino agli anni Ottanta. Prima della 'primavera'....
Pochi giorni fa, fine aprile, giura nelle mani del presidente Berlusconi il Sottosegretario al Lavoro Nello Musumeci, esponente de La Destra-Alleanza Siciliana. E' il politico più noto nella città etnea, il più votato, molto amato seppur uomo di destra, dalla cosiddetta sinistra, che ancor oggi per lui quasi stravede (non così gli ex compagni di An, per non dire del vecchio MSI...). Ma tace, innanzi alla situazione disastrosa della città. Tace il suo sito, tace tutto ciò che lo circonda. I sottosegretari, si sa, sono figure eminentemente politiche: neppure presenti nella carta Costituzionale -per coloro i quali non lo sapessero-, rappresentano da molti decenni la moneta di scambio del potere: in questo caso, il riconoscimento del sostegno che il partito di Storace ha dato e dona al governo, in funzione eminentemente anti-finiana.
Ma Catania , la città di Nello Musumeci il militellese (quivi ha studiato è cresciuto ed ha vissuto fino alle soglie degli anni Novanta; la Presidenza della Provincia, l'elezione all'Europarlamento e varie vicende, lo hanno mutato: era tuttavia nell'ordine delle cose che ciò accadesse, forse...), Catania se ne frega (meglio sarebbe dire "si nnì fùtti") di codeste vicende politiche e dei politicanti. La città ha un altissimo tasso di non votanti: vero, molti votano quando c'è da votare, ma per interesse. I voti d'opinione sono pochissimi. L'economìa è in gran parte, ha recentemente affermato il Procuratore capo facente funzioni, 'lubrificata' dall'illecito, dal traffico di stupefacenti, dal commercio illegale: in una parola, similare a quella che un soldato ricoverato all'ospedale Vittorio Emanuele disse al Principe Umberto nel 1941 in visita in città: dall'intrallàzzo. Quell' 'intrallazzo' che i quaranta e più anni di governo della Democrazia Cristiana, sapevano pudicamente, se si eccettuano sfacciataggini, e cristianamente velare. Ora emerge tutto, come la mòta del tubo di scarico che si spàcca. Solo che la DC, come prima il Fascismo, era lo Stato: quello Stato che 'produceva' lavoro. Da circa diciotto anni, come si sa purtroppo, lo stato nelle sue varie articolazioni pubbliche (amministrazioni comunali provinciali regionali e nazionali) è 'morto': vive da zombie attraverso i prelievi fiscali e balzelli. Non dona più nulla di positivo. Rimangono i politici, ed i loro appannaggi. I quali politici, un tempo si 'prodigavano' in varii modi per collocare i singoli, nell'apparato stale o locale: ora neppur più lo fanno, tranne che per i loro ascari, e per giunta a tempo limitato e con contratti (eccettuati i portaborse) da vergogna per chi li propone e chi li accetta. Quando vi sono, i contratti.
La scena di piazza Duomo descritta sopra meriterebbe, anche solo per lustro e decoro civico, come un tempo si scriveva, un intervento autorevole. Ma gli esponenti della 'primavera' catanese degli anni Novanta del XX secolo, Enzo Bianco -troppo impegnato nella guerra a Lombardo ed interna al PD- e Nello Musumeci, con la sua fresca nomina (nessun atto abbiamo letto ha a questa seguitato...), stanno alla larga da piazza Duomo. Ossia dal centro sacrale della città, dove c'è l'elefante, il Municipio, il Duomo, con Sant'Agata e Bellini.
Vero anche questo: Il Duomo non ha ospitato i poveretti che negli scorsi giorni di pioggia, han trascorso la Pasqua sotto le tende: non c'è il Cardinale Dusmet (anzi c'è in Duomo, ma è mummificato), il benedettino che ripeteva: "fin quando avremo un panettello lo divideremo col povero", colui che vendette la croce pastorale per sfamare i catanesi; La Chiesa etnea però qui non ha colpe specifiche. Deve intervenire la pubblica amministrazione, i politici, se ci sono. Ma non ci sono proprio. Non 'possono fare nulla', diranno gli ipocriti. Però incassano stipendi, denari pubblici. Il Sindaco propone di elevare la già gravosa Tarsu, nel mentre paga profumatamente i dirigenti, di cui uno in particolare, percepisce 750 euro al giorno.... Molti catanesi, la gente comune, agli 'assedianti' del Duomo, gli sfrattati, i senza casa, offrono cibi, aiuti pratici, per tirare avanti. Vi sono donne e bambini. Quella gente non ha bandiere di partito: è un simbolo. Simbolo del Vangelo dei poveri, degli ultimi. Scandalo per coloro che scelgono Mammòna ed ancor si stracciano le vesti perché Gesù sedeva a mensa con prostitute e pubblicani. Vergogna perché questa gente è nostra, non sono immigrati. Simbolo di molti che sono al limite di sopravvivenza, ma per pudore, per stile, per amore alla Madonna (vogliamo pur affermarlo, nel mese mariano), tengono duro. Non cedono, se hanno anche un minimo spazio. Senza aiuti, senza raccomandazioni. Senza politici.
Ma abbiamo il nuovo Sottosegretario al Lavoro. Quale è il vero volto di Catania? A chi il novello beato Giovanni Paolo II si rivolgeva nel 1994, affermando: "Alzati Catania e rivestiti di luce!" ? A chi?
Dispiace che da parte di Nello Musumeci nessun segnale concreto di aiuto a quei poveretti che stazionano in Duomo, ignorati dal Sindaco, giunga. Egli è persona che sa svolgere quando vuole, bene la sua parte, lo conosciamo da lungo tempo. Ma forse la nuova mansione non gli consente di occuparsi più -ed è anche capogruppo in consiglio comunale- della 'sua' città. Dispiace anche che taccia in tal senso Enzo Bianco. Eppure i due sono i 'dioscuri' della arcinota 'primavera'.... I catanesi osservano.
Meno male che c'è Sant'Agata. Sta lì da milleottocento anni, tranne il periodo di esilio costantinopolitano. E' una certezza. E il caro Scapagnini, con le brutte avventure di salute che ha passato, lo sa bene. Sul prospetto del Duomo, è scolpito: NOPAQUIE, il che significa : Non offendere la patria di Agata perché essa ne vendica le offese.
Da monarchici, rammentiamo e qui s'innesta benissimo, il mòtto dell'Ordine della Giarrettiera: Honni soit qui mal y pense.
F.Gio



(Nelle foto: Nello Musumeci e Berlusconi al giuramento, Enzo Bianco, e una nostra istantanea del Duomo, come è oggi...)