domenica 1 febbraio 2015

Il nuovo Presidente Mattarella e la Sicilia




                Il nuovo Presidente Mattarella e la Sicilia

Dal 31 gennaio, che per i cattolici è la festa di San Giovanni Bosco, il santo dei ragazzi specie quelli più bisognosi (e per gli esoteristi è l'immortalità, il 13 al contrario...), l'Italia ha un nuovo Presidente della Repubblica. Per la prima volta dalla nascita del nuovo stato nel giugno 1946, è un siciliano: Sergio Mattarella, quasi 74 anni, giudice Costituzionale, già ministro DC negli anni Ottanta. Dopo tre Presidenti napoletani, due sardi e gli altri del nord, diciamo pure che alla Sicilia spettava questo onore, con un candidato degno. E il professore Mattarella certamente lo è. Si conosce la sua famiglia, originaria più che di Palermo, di Castellammare del Golfo: pare sia di umili origini. Il padre fu più volte Ministro nei governi da De Gasperi in poi, il fratello maggiore fu Presidente della Regione Siciliana e venne barbaramente trucidato da mano assassina nel gennaio 1980: trentacinque anni dopo quel fratello che lo tenne fra le braccia cogliendone l'ultimo respiro, assurge alla massima carica dello Stato repubblicano. Laddove i simboli hanno importanza, si fanno notare.
In queste ore, e continuerà nei giorni prossimi, si ciancia tanto, "chiacchiarìa" come si dice nell'isola nostra, del ritorno o trionfo o rigurgito della vecchia Democrazia Cristiana: Mattarella è sempre stato un "moroteo", si risveglia la "balena bianca", eccetera. La realtà è più semplice e complessa insieme, a nostro avviso: da parte del Presidente del Consiglio Renzi, che è pur nella spregiudicatezza del "nominato" più scaltro e abile politicamente di quanto ci si aspettasse, si còlse la sensibilità comune,  nella fattispecie meridionale e siciliana, di quello che vorremmo definire il "nostalgismo di ritorno", che non alberga soltanto nelle anime dei pensionati e di coloro che hanno passato gli "anta", ma per sublimazione più che per rassegnazione psichica -perchè nulla si crea e si distrugge ma tutto si plasma alchemicamente- anche fra le ultime generazioni cresciute a computer e facebook, che del democristiano transitato al PD Mattarella nulla sanno, ma ogni giorno dai mezzi di comunicazione e dalle famiglie senton dire, che fino agli anni Ottanta del XX secolo "si stava bene e la società era migliore".
Non era esattamente così, noi lo rammentiamo: ma una gran parte di verità c'è, è innegabile. Ed è stato perfettamente delineato, in un frangente di pericolo immane per la sicurezza dei popoli d'Europa seguito ai sanguinari atti terroristici di Parigi, il profilo tranquillizzante di un Capo dello Stato che, nella sua adamantina serietà e trasparenza nei valori come nel suo essere "ncristiànu bbònu", sempre per usare l'espressione popolare della lingua siciliana, manifesta in maniera esatta il senso di rassicurazione da dare all'intiera Nazione, nonchè un segnale chiaro al meridione ed alla Sicilia.
Già, la Sicilia. L'assessore all'Economia ci spiegò giorni fa che in sede di esercizio provvisorio, il bilancio regionale, gravato da un mutuo strictu sensu necessario alla sopravvivenza dell'ente Regione, è tecnicamente in fallimento. Ma il Presidente Crocetta, espressione della minoranza che nel 2012 andò a votare (per la prima volta nella storia delle elezioni siciliane), gòngola per l'elezione del primo Presidente siciliano. Fra l'altro Mattarella in qualità di giudice della Consulta, insieme al Presidente della Corte Gaetano Silvestri (altro siciliano, già rettore dell'Alma Mater di Messina), pochi mesi fa siglò lo "svuotamento" di fatto delle funzioni del Commissario dello Stato, che come già spiegammo in altro nostro intervento, dal 1944 gravava come un macigno sul governo autonomista della Sicilia.  Sempre segnali che chi sa, può cogliere.
Alcuni paventano da ciò una possibile diminuzione del ruolo delle regioni a Statuto speciale, nei prossimi mesi: è possibile. Come non crediamo parimenti ipotizzabile che lo Statuto siciliano, nato per regio decreto da parte di Re Umberto II il 15 maggio 1946 in seguito alla guerra civile che in Sicilia contrappose l'allora Regio governo del CLN al Movimento Indipendentista (e il neo Presidente Mattarella lo sa bene, per tradizione paterna), possa essere "depotenziato" nelle sue parti salienti: casomai potrebbero essere ridiscussi certi passaggi sulla gestione finanziaria, con la supervisione del nuovo garante della Costituzione e dell'Unità nazionale, il quale conosce, per farne parte, benissimo la forma mentis del siciliano che si sente "altra razza" da chiunque, ma in senso federalistico gradisce (reciproca convenienza?) di continuare a fare parte della compagine nazionale. Nè dimentichiamo il ruolo strategico che la Sicilia ha svolto dall'estate 1943, svolge e svolgerà in futuro, per la NATO e nella fattispecie, i nostri alleati statunitensi (sognammo, o alcuni sognarono, di essere il "Movimento per la 49° stella"...), per la sicurezza del mondo libero.
Per tutto ciò, vediamo positivamente l'elezione del professor Mattarella, a cui formuliamo i migliori auguri per il settennato, auspicando non solo l'attenzione massima, come ha già dichiarato, verso gli ultimi, i poveri, i più disagiati economicamente (più di un milione in Italia!), ma anche di ridurre le sfarzose spese quirinalizie (224 milioni di euro nel 2015, a fronte dei 48 milioni del palazzo reale britannico di Sua Maestà Elisabetta II...) a pro dei bisognosi e dei disastrati.  Tanto per essere concreti, il reddito minimo di inserimento per le fasce più deboli (disoccupati, famiglie povere e anziani con reddito insufficiente) che chiede la Comunità Europea e l'Italia ancora non si decide ad applicare (alla Camera vi sono proposte in tal senso nelle relative Commissioni), potrebbe essere finanziato da tali decurtazioni. Sono sempre segnali, che un Presidente dalla storia personale e familiare integerrima, può dare.
Salutiamo infine il nuovo e dodicesimo inquilino del Colle romano, con un celebre salmo davidico, il 132 (133 nella nuova versione), che farà piacere rileggere nella lingua millenaria, il latino:
Ecce quam bonum et quam iucùndum, habitàre fratres in unum:
Sicut òleum òptimum in càpite, quod défluit in barbam, barbam Aaron,
quod défluit in oram vestiménti eius;
sicut ros Hermon, qui descéndit super montem Sion:
nam illic largìtur Dominus benedictiònem, vitam usque in saèculum.
Ecce, quam bonum et quam iucùndum, habitàre fratres in unum!

                                                                                                                 FGio

mercoledì 28 gennaio 2015

Quanto costa il Quirinale l'anno agli italiani e quanto Buckingham palace ai britannici: 224 milioni di euro a fronte di 48...







   Quanto costa il Quirinale l'anno agli italiani e quanto Buckingham palace ai britannici: 224 milioni di euro a fronte di 48...

Nei giorni in cui i vertici della politica italiana, sulle cui qualità ci permettiamo la sospensione del giudizio, si accingono a eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, vogliamo sottolineare -da monarchici, assertori della nascita luetica della istituzione repubblicana nel 1946 e della sua comunque apprezzabile validità negli anni, anche se partorita da un "colpo di stato" de facto mai sanzionato de jure dalla Suprema Corte di Cassazione- i costi del palazzo del Quirinale, ovvero quanto a noi italiani, e Siciliani (siamo un'altra "razza", quantunque politicamente affiliati alla nazione italica), costa in soldoni, mantenere un Presidente. E siccome è inevitabile fare dei paragoni, andiamo a leggere quanto costa invece ai contribuenti britannici Sua Maestà Elisabetta II, Regina e Capo del Commonwealth (che fra poco tempo supererà il record di permanenza sul trono dell'ava Regina Vittoria...).
Questi i dati della Monarchia britannica: nel  royal public finances annual report del 2011\12, si dava la cifra di 32,3 milioni di sterline sborsate dall'erario inglese per la Casa Reale, tra cui le spese del palazzo: equivalgono al cambio corrente a 43,187.591.92 di Euro.
La previsione di spesa per il 2014, secondo il quotidiano Telegraph, per il 2014 è stata di 36 milioni di sterline, equivalenti a 48,179.871.52 di Euro.
In altri termini, ogni suddito di Sua Maestà Britannica (sono circa 64 milioni) spende ogni anno una sterlina e 77 pence per mantenersi la Regina, uguale a 2 euro e 37 centesimi.
Fonte: http://www.royal.gov.uk/latestnewsanddiary/annualfinancialreports/annualfinancialreports.aspx

Questi invece i dati della Presidenza della Repubblica italiana: "Il bilancio di previsione per il 2015 dell'Amministrazione della Presidenza della Repubblica è stato predisposto, come già anticipato nei comunicati del 25 luglio e 17 dicembre 2014, sulla base di una dotazione a carico del bilancio dello Stato di 224 milioni di euro" (fonte: http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=17504 )

In altri termini, mantenere il Presidente della Repubblica costa a ognuno di noi (siamo 59 milioni ottocento trenta mila, al 2013) la cifra di tre euro e settantaquattro centesimi l'anno.
Sembrano calcoli oziosi e similari nella spesa, ma se ci si riflette oltre l'emotività, non è così.
Il simbolismo è del tutto diverso, fra un Presidente transeunte ed un Re, o Regina, ad vitam. Inoltre non è una cifra di poco conto, la differenza annuale fra 48 milioni di Euro del costo della Casa Reale britannica e i nostri 224 milioni di Euro per mantenere il Presidente di passaggio...
Se si vuole finalmente arrivare a spremere di tasse e balzelli, come sta avvenendo, la popolazione italica,  meridionale e siciliana nello specifico, fino all'osso, chi di dovere rifletta su codeste vergognose sperequazioni. Ah, bei tempi della "monarchia socialista", quando Zanardelli presentava la proposta per il divorzio, nel lontano 1902, e pochi anni dopo Re Vittorio Emanuele III accoglieva al Quirinale Bissolati e Turati...ma erano i primi anni del '900, un altro secolo... il nostro secolo... Almeno che il XXI ne sia degno,  per gli aspetti migliori!
                                                                                                                             FGio

domenica 11 gennaio 2015

In memoria delle vittime degli attentati terroristici di Parigi: Libertà, Eguaglianza, Fratellanza



LIBERTA'
EGUAGLIANZA
FRATELLANZA

contro ogni fanatismo, perchè trionfi sempre la Luce

Civiltà contro la barbarie

In memoria delle vittime degli attentati terroristici di Parigi, 7-9 gennajo 2015

giovedì 18 dicembre 2014

Butera celebra la V edizione del premio letterario dedicato a Fortunato Pasqualino







            Butera celebra la V edizione del premio letterario dedicato a Fortunato Pasqualino

La cittadina di Butera, "rocca di gran momento e di molta fama", come la descrisse il viaggiatore arabo Edrisi nel suo volume di geografia siciliana nel XII secolo, è un ridente paesino che si staglia, sentinella dell'Europa e della civiltà della madre terra sicula, al sud dell'isola: ha ospitato anche quest'anno, per la quinta volta, il premio letterario dedicato a un illustre figlio del seno suo, che prendendo la via dell'esilio giunse alla fama: Fortunato Pasqualino, scrittore, filosofo e poeta, sceneggiatore e riadattatore delle tradizioni popolari dei "pupi". Morto nel 2008 a Roma, mercè la prodiga attenzione dell'associazione catanese Akkuaria, sodalizio noto in tutto il mondo per le molteplici attività letterarie, narrative e artistiche, guidato da una donna di rare virtù e ingegno come Vera Ambra, assoluta interprete dello spirito del tempo che anima i variegati soci e gli aspetti del gruppo, il ricordo di Pasqualino è vivo nell'isola anche perchè la volontà dell'amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Luigi Casisi, ha inteso coniugare la valorizzazione del patrimonio culturale buterese col ricordo dello  scrittore e legarlo alla promozione scolastica degli istituti che gravitano sul territorio.
Per queste ragioni, il premio letterario "Pasqualino" non è solamente una 'gara' di racconti o poesie in cui emergono autori nuovi i quali, forti di tale riconoscimento, si cimenteranno in nuove avventure, ma anche e forse soprattutto, un importantissimo stimolo per i piccoli alunni delle elementari e medie del buterese, nonchè per le loro insegnanti che dedicano tante ore alla educazione e formazione, chiamati a partecipare con elaborati di testo e immagini: si premiarono infatti i disegni degli alunni e le loro composizioni in verso, in prosa ed in lingua siciliana.
La serata del 14 dicembre, svoltasi nel teatro Scuvera, è stata allietata dalle opere in presa diretta del maestro pittore Salvo Barbagallo, esponente del movimento artistico verticalista, nonchè dallo show del noto attore catanese Emanuele Puglia, che ha sapientemente intrattenuto l'uditorio con esibizioni poetiche tratte da Buttitta, Martoglio e chiudendo con un brano del cantautore Spampinato. Sempre gradita la presenza, come nelle altre edizioni, della signora Barbara Olson, vedova di Fortunato Pasqualino, testimone del legame della famiglia col premio. Così l' 'incursione' del piccolo Carmelo, bambino diversamente abile che in un assolo di batteria ha fatto sentire la voce di coloro che non hanno voce, nella odierna società.
Vera Ambra ha con fare deciso condotto la serata, ove furono premiati i componenti della giunta di Butera e quanti a vario titolo contribuiscono alla riuscita del premio; tra gli interventi, segnaliamo la lettura di un brano di prosa di Fortunato Pasqualino, fatta dall'assessore alla Cultura di Butera Lorena Bicceri, che ne sottolinea la modernità; e quello dello scrittore e giornalista Francesco Giordano, che si è già occupato della figura letteraria di Pasqualino, il quale ha voluto sottolineare come, essendo lo scrittore in quanto poeta "un irregolare che esiste solo dopo la sua esperienza, un uomo di rischi sentimentali, ha esplicato la sua sicilianità nell'esilio, ovvero in modo da fare emergere quella insicurezza storica della mens siciliana che si estremizza nel credersi perfetti, o nella sofferenza dei lontani, come in Quasimodo, in Ibn Hamdis, o appunto in Fortunato Pasqualino... egli, uomo di fede densamente cristiana, ci suggerisce che mai bisogna perdere l'entusiasmo di sognare, lo stesso dei disegni dei bambini e dei discepoli di Emmaus i quali, smarriti, ritrovarono il Maestro, la sera, dopo la tragedia: questo è il segno della luce".
Il sole che sorge e tramonta sull'orizzonte, dall'alto della romantica bifora della torre arabo-normanna-aragonese di ciò che fu il castello della cittadina, dai ciglioni che costeggiano i contrafforti di Butera, ha accompagnato l'evento, qual muto testimone -ma quanto solenne!- della magìa del solstizio, che è simbolo del perenne amore della Natura verso l'essere umano, e prerogativa singolare della straordinaria terra di Sicilia.
                                                                                                                        F.G.

(Pubblicato anche in: http://www.associazioneakkuaria.it/?p=4143)

Nelle immagini: il gruppo dei premiati della scuola; Francesco Giordano, con Angela Agnello e Vera Ambra

venerdì 12 dicembre 2014

Premio letterario "F.Pasqualino" V edizione, Butera 14 dicembre 2014 ore 18




Domenica 14 Dicembre 2014 alle ore 18.00 presso il Teatro Comunale “Don Giulio Scuvera” di Butera si terrà la cerimonia di Premiazione della V° Edizione 2014 del Concorso Internazionale di Poesia e Narrativa dedicato a Fortunato Pasqualino.
Per il secondo anno il Premio è stato esteso, con una sezione speciale, agli alunni e studenti delle Scuole di Butera. Hanno preso parte all’incirca 150 ragazzi dell’Istituto Comprensivo Gela-Butera, del Plesso Scolastico Santa Caterina, del Plesso Scolastico Don Bosco e della Scuola Media “Mario Gori”.

Porteranno i saluti della città di Butera

Luigi Casisi, Sindaco Comune di Butera
Rocco Buttiglieri, Presidente del Consiglio Comunale di Butera
Lorena Bicceri, Assessore alla Cultura
Angela Adelaide Bonadonna Assessore alla Pubblica Istruzione
Agata Gueli, Dirigente Scolastico
Giuseppina Carnazzo, Dir. Sett. Cultura Comune di Butera

Relatori:

Angela Agnello, Presidente Commissione del Premio
Francesco Giordano, Scrittore-Giornalista
Vera Ambra, Presidente Associazione Akkuaria

Ospite della serata l’attore Emanuele Puglia

giovedì 4 dicembre 2014

Francesco Giordano e Vera Ambra alla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, Catania 25 novembre 2014, il video


Francesco Giordano e Vera Ambra alla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, Catania 25 novembre 2014, il video

Video riguardante la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, 25 novembre 2014, Catania, sala conferenze Ospedale "G.Garibaldi" sede centrale, convegno "Insieme per dire basta": Vera Ambra, fondatrice di Akkuaria, porge i saluti e descrive il senso dell'evento, sul "codice rosa" e la campagna del "fiocco bianco"; Francesco Giordano, scrittore e giornalista, interviene sul tema, col ricordo -non privo di contestazione- di due donne esempio di virtù e vittime di violenza, elevate alla santità dal Cristianesimo: Agata la protomartire e Maria Goretti, concludendo con una frase del primo ministro israeliano Golda Meir.