martedì 26 novembre 2013

Convegni paralleli il 1° dicembre: a Messina la moneta Grano, ad Atene debito e sovranità monetaria




Convegni paralleli il 1° dicembre: a Messina la moneta Grano, ad Atene debito e sovranità monetaria
L'Europa dei popoli si risveglia e intende slegarsi dalle catene del servaggio a cui la conduce certa gestione dissennata dell'oligarchia finanziaria: non è un caso, avrebbe notato lo psicanalista illuminato Carl Gustav Jung, che mentre noi a Messina alle calende di dicembre ospitati dal Comune nel salone delle bandiere, parleremo in un incontro dibattito che si preannuncia estremamente importante, di Moneta complementare per la prosperità del popolo siciliano, con l'obiettivo di uscire dalla deriva sociale in atto, ad Atene si svolge contemporaneamente una conferenza con partecipanti da tutto il mondo, per discutere di "Debito, sovranità monetaria e democrazia" (qui il programma: http://epaminternational.wordpress.com/2013/10/15/comunicato-stampa/). Tre temi dalle valenze amplissime, che noi non potremo per necessità affrontare, anche perchè non abbiamo l'ambizione di ergerci a soggetto politico giustificato ad affrontare le tematiche di cui sopra. Sappiamo tuttavia che in Grecia la situazione socioeconomica, derivante dalle politiche infami imposte al popolo dalle BCE, è disastrosa: per cui appare assolutamente giusto che tutti i soggetti politici e culturali operanti nella glorioisa Ellade si attivino per cercare dei rimedi concreti onde sciogliere il cappio mortale provocato dal debito di una divisa comunitaria la quale, ci confermano economisti dottissimi come Guarino ex ministro della Repubblica, e Galloni (il quiale sarà all'incontro di Atene), si sta da sola sgretolando, se non si attivano da parte dei vertici della Banca Centrale le opportune contromisure che permettano una ricircolazione dei commerci.

A noi pare ora sufficiente indicare tali analogie: due popoli dalle antichissime e comuni radici, quello ellenico con tutte le sue diversificazioni e sfaccettature (dall'Attica alla Beozia, dal Peloponneso a Corinto, dall'Eubea alle Cicladi ai Rodii, nomi ben cari a chi conosce la storia della Sicilia antica), e quello siciliano, stanno in modo lento -non troppo ultimamente- ma inesorabile prendendo coscienza che se la politica ufficiale non si attiva o rimane colpevolmente inerte, è compito dei cittadini, della gente comune prendere le redini della gestione diretta dell'economia vulgare, ovvero sintetizzata con una formula essenziale e comprensibile a tutti, la quale da un lato ridoni dignità simbolica e psicologica a quella che fu, è e sarà una unitas -pur nelle intrinseche e ineludibili differenziazioni- geografica e storica, ovvero il "regnum Siciliae" (laddove il termine regno è utilizzato in senso filosofico), dall'altra rivitalizzi il commercio e la circolazione monetaria e quindi sostanzialmente doni un sostegno certo e assicurato a tutte le fasce sociali, ad iniziare da quelle più deboli a cui sarà garantito un reddito certo.

Questa "formula" la illustrerà in tutti i dettagli tecnici Giuseppe Pizzino, l'ideatore del Progetto Sicilia: ha un nome fascinoso e altamente significativo, Grano.

Esiste già la moneta, che è in distribuzione a tutti i sostenitori del Progetto, ed esistono le Gran Card. A differenza dell'incontro di Atene, il nostro è a sostegno di una divisa complementare all'Euro, non moneta sovrana di Sicilia. Non ne sussiste il bisogno, almeno per il momento. E non sarebbe nè giuridicamente, nè politicamente auspicabile, sempre nel momento presente. I Siciliani sanno aspettare: la Storia ci conforta ed è con noi.

E tuttavia, estremamente espressiva appare la correlazione dei due incontri, in città affacciate sul Mediterraneo mare. Le sàlse onde del quale uniscono in fraternità i popoli. Evidentemente, non il solo anelito di Libertà è comune.

F.Gio

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