sabato 10 agosto 2013

L'indipendentismo siciliano è sempre stato filoatlantico: le proteste contro il MUOS sono in contrasto con la storia di ieri e di oggi






L'indipendentismo siciliano è sempre stato filoatlantico: le proteste contro il MUOS sono in contrasto con la storia di ieri e di oggi

Mentre le truppe degli Stati Uniti d'America, nell'ambito della "operazione Husky" ossia l'invasione della Sicilia, nella calda estate di settant'anni fa, entravano senza colpo ferire in Palermo il 22 luglio che li accolse senza difendersi, nonchè gli Inglesi occupavano le piazzaforti, munitissime ma misteriosamente lasciate indifese da alti ufficiali e soldati del Regio Esercito Italiano, di Siracusa e Augusta (il che fu davvero impressionante per gli Alleati), pochi giorni dopo il generale Alexander, per mezzo del colonnello Poletti Governatore civile dell'Isola per conto dell'alto comando Alleato, riceveva un memorandum sul "diritto storico della Sicilia all'indipendenza". Quel memorandum era stato elaborato con altri, dall'onorevole Andrea Finocchiaro Aprile, fulgida figura di deputato prefascista e a 65 anni, leader riconosciuto dai vertici e successivamente dal popolo, del nascente movimento indipendentista, meglio separatista, di Sicilia. Furono gli Anglo-Americani ad accogliere, permettere, incoraggiare, supportare anche economicamente nelle prime fasi, la vita dei palermitani Comitati per l'Indipendenza della Sicilia (che sarebbero diventati, dall'idea dei catanesi Rindone, Carcaci e Gallo), con l'accordo degli esponenti agrari Tasca di Bordonaro, Cammarata, La Motta e numerosi altri deputati liberali silenti durante il regime fascista, i capi del MIS. Gli Alleati nella capitale siciliana pubblicavano il 6 agosto 1943 il primo giornale a cadenza quotidiana della stampa libera dai regimi dittatoriali, "Sicilia liberata", e riattivavano Radio Palermo, che nei primi tempi era "voce delle Nazioni Unite": la radio diede quasi immediatamente notizia dell'occupazione di Catania da parte delle truppe del generale Montgomery. Operazione propagandistica fondamentale in un momento cruciale della guerra.

Il Movimento Indipendentista nacque così sotto l'egida protettrice degli occupanti alleati, intanto costituitisi nell'AMGOT, i quali direttamente governarono la Sicilia fino al febbraio 1944, data del passaggio alla nuova amministrazione italiana di Badoglio (che il 25 luglio 1943 d'accordo con Re Vittorio Emanuele aveva sostituito l'oramai vinto Duce), momento assai funesto per i separatisti siciliani, che auspicarono in seguito più volte "la rioccupazione della Sicilia da parte delle Forze Armate degli Alleati", e combatterono con veemenza i governi del CLN, in particolare le correnti comuniste e socialiste, stigmatizzate più volte da Finocchiaro Aprile, sia nei pubblici comizi che nelle note "missive diplomatiche" ai vertici dei governi di Londra e di Washington, come un pericolo per la nascente democrazia in Sicilia e, di riflesso, in Italia.

Questa è storia. Come è storia che fu il Commissario del Popolo dell'URSS Vishinskii, giunto a Palermo nel dicembre 1943, a bloccare ogni velleità separatista anche degli sparuti gruppi anarco-insurrezionalisti della sinistra isolana, perchè a Stalin premeva che la Sicilia rimanesse nell'orbita dello stato nazionale unitario. Così il Duca di Carcaci nelle sue Memorie rammenta che alla Conferenza di San Francisco del marzo 1945, quando Finocchiaro Aprile a nome del MIS inviò il famoso Memoriale, esso sia stato oggetto di voto favorevole di USA e Gran Bretagna per una discussione volta all'autodeterminazione del popolo siciliano all'indipendenza: ma il veto del rappresentante dell'URSS ne bloccò l'iter. Ecco chi è stato, storicamente parlando, il vero nemico dell'indipendenza della Sicilia, in quella fase storica, che poteva aprire una pagina nuova nel nostro avvenire: il comunismo.

Non gli Stati Uniti d'America, su cui Finocchiaro Aprile e i vertici del movimento indipendentista contavano; non la Gran Bretagna, secolare amica della Sicilia e fautrice, come ricordato dal capo del governo militare alleato Lord Rennel of Road, della Costituzione del 1812 che aprì all'isola le porte della modernità (poi vilmente rinnegata dalla razza maledetta dei Borbone che addirittura nel 1816 soppressero l'autonomia politica isolana: per quella casata i siciliani covarono odio insanabile fino all'impresa garibaldina). Senza contare che i siciliani tutti erano innamorati degli americani, anzi "de' 'miricàni", come si diceva. Ce lo dicono i racconti dei nonni come i rapporti degli inviati militari del tempo. Ed il movimento indipendentista, proprio per questo, era il primo partito dell'isola nel 1944, quando gli altri erano inesistenti o disorganizzati o non creduti dalla popolazione.

In tutti i discorsi pubblici del leader Finocchiaro, in tutte le manifestazioni degli altri esponenti dell'indipendentismo siciliano di quegli anni, anche da parte dei nemici politici comunisti e socialisti (ne scrivono sia Sciascia ne "Gli zii di Sicilia" che il noto Andrea Camilleri, fervente comunista, in un libro intervista) , c'è il diffuso riconoscimento e plateale, della gratitudine verso le truppe Americane, più che verso quelle inglesi, anche per i legami di sangue degli emigrati che tornarono in Sicilia con la divisa a stelle e strisce, viste come liberatrici, dopo anni di bombardamenti e di privazioni. Non solo: dagli Americani si attendeva di tutto, persino di federarsi direttamente. Il "Movimento per la Quarantanovesima Stella", sostenuto da un quotidiano di New York, dal Sindaco di quella città Fiorello La Guardia e da alcuni eterodossi del separatismo del MIS (fra cui l'editore Concetto Battiato di Catania), con il simbolo della Triscele sulla bandiera americana, propugnava l'annessione della Sicilia agli USA come stato. Ne parlò l'avvocato Cipolla al primo Congresso del MIS a Taormina nel 1944. Era un sentire diffusissimo, anche se in virtù dei superiori interessi della Casa Bianca convenne poi mantenere la Sicilia, seppure con l'ampia autonomia dello Statuto, nello stato di fatto di una federazione con l'Italia. Ma rimasero qui le truppe Alleate.
Insomma se erano affatto minoritarie le correnti di sinistra, che poi con Antonino Varvaro furono espulse dal MIS, così come era un anarchico sostanzialmente l'ex agente dei Servizi Segreti inglesi preofessor Antonio Canepa, morto misteriosamente nel giugno 1945 in un conflitto a fuoco con i Regi Carabinieri in quel di Randazzo ed a capo dell'Esercito Indipendentista, un gruppo di ragazzi che fecero della lotta armata la loro vita e di codesta esperienza se ne riverberarono a lungo, la forza dell'indipendentismo separatista siciliano era filoatlantica, massonica (affiliati alla nobile confraternita della Massoneria, che è faro di Libertà e di Tolleranza da sempre, furono non solo Finocchiaro Aprile, che era 33 del RSAA, ma anche i nobili Guglielmo e Franz di Carcaci Paternò Castello, Santi Rindone il chirurgo di Catania, il barone Tasca Bordonaro e Cammarata di Palermo, gli Ardizzone e altri; solo Gallo e pochissimi tra i vertici del MIS pare non fossero massoni...), e anticlericale, poichè le venature di codesto sentimento si colgono di frequente negli scritti e nei discorsi del leader, che non voleva vedere la Sicilia ridotta a una mera provincia suddita del potere d'oltre Tevere. In una intervista al Corriere della Sera del gennaio 1994, lo storico illustre Giuseppe Giarrizzo, afferma: "Il suo progetto (di Finocchiaro) piu' che alla mafia, era legato alle sue origini massoniche, ai contatti con le logge statunitensi e agli interessi Usa per una maggiore presenza nell' isola". Gli apporti dei cosiddetti "uomini d'onore", se ci furono (il noto "don" Calogero Vizzini venne nominato dagli Alleati Sindaco di Villalba e Giuseppe Genco Russo Sindaco di Mussomeli; per non dire delle oramai leggendarie e fruttuosamente indagate da pubblicisti, tresche del famoso gangster Salvatore "Lucky" Luciano), non sono documentabili storicamente in modo definitivo anche se permangono segnali, quindi è improprio soffermarvisi.

Qui importa rimarcare che tutto il movimento indipendentista del 1943, e fino all'estinzione (quando in effetti rimase in mano a gruppuscoli di estremisti comunisteggianti) negli anni cinquanta, fu sempre alleato di ferro degli Stati Uniti d'America e della Gran Bretagna. Negli ultimi sessant'anni è anche vero che i rimasugli dei movimenti indipendentisti in Sicilia hanno vagolato perchè partecipati da elementi filocomunisti o genericamente socialisteggianti, ma sempre nell'alveo di un progressismo distorto che, alla bisogna, rivela il proprio volto antiamericano (non dissimile in fondo dal comunismo stalinista): come è nel caso dell'affaire MUOS di Niscemi.

La Regione Siciliana col suo attuale Presidente, volente egli o nolente, ondivago o poco serio, ha chiuso il caso: il MUOS si può fare, non è competenza della Regione occuparsi di fatti di politica estera a norma del vigente Statuto, sinchè si è parte dello stato italiano. La competenza è del Ministero della Difesa. Il quale in un comunicato qualche giorno fa ha rassicurato affermando che le antenne satellitari della Marina Militare USA installate sul territorio siciliano, densamente popolato e discusse perchè suppostamente pericolose per la salute pubblica come da alcuni studi, non entreranno in funzione sinchè non sarà del tutto accertata la loro neutralità sulla salute delle vicine popolazioni.

Finis. Le proteste dei cosiddetti attivisti no MUOS, dei gruppi anarcoidi, di estremisti, che hanno fatto allarmare persino alcuni Deputati USA i quali hanno informato il Presidente Obama preoccupati dell'antiamericanismo che costoro diffondono in Sicilia, sono del tutto inutili. Sbatteranno contro un muro di gomma e, nella migliore delle ipotesi in un frangente storico in cui siamo sulla difensiva verso le crescenti ingerenze della Cina e del mondo arabo (lèggasi le recenti dichiarazioni del lucidissimo, nonagenario dottor Henry Kissinger, già Segretario di Stato), saranno segnalati come sovversivi. Giustamente.

Ci rammarichiamo pertanto, e qui la nostra posizione è a livello personale nondimeno espressa in privati colloqui, che perfino alcuni movimenti sicilianisti siano affetti da questa febbre antiamericana che non solo ignora la storia, antica e moderna, del separatismo siciliano, il quale fu sempre filoatlantico tranne alcune frange minoritarie subito eliminate; ma anche (la misera partecipazione alla sfilata no MUOS del 9 agosto u.s. lo dimostra... non furono che un migliaio, anche se la stampa connivente ha gonfiato il novero) che gruppi di facinorosi pseudostalinisti non rispettino le idee e gli intendimenti del popolo siciliano -coltivando il proprio orticello elettorale-, il quale mai è stato e sarà contro i popoli di Stati Uniti e Inghilterra. E' una questione psicologica e sociale, oltreché politica e di salute pubblica. Ciò potrà spiacere ad alcuni, ma l'antichità ci ha insegnato che "amicus Plato, sed magis amica veritas". Alla Verità rendiamo onore, unico fuoco sacro.

La buonanima di Andrea Finocchiaro Aprile, colui che scriveva a Corder Hull, Segretario di Stato Usa: "il nostro popolo brama di vedere eretta la Sicilia a stato sovrano indipendente a regime democratico repubblicano, sotto la garanzia americana..." (4\12\1943), e alla signora Eleanor Roosevelt, con molta chiarezza, affermava: "è nostro proposito di prendere a modello per la Sicilia l'ordinamento costituzionale degli Stati Uniti, come ho più volte dichiarato, e d'intrattenere con essi i migliori e più intimi rapporti politici ed economici. Saremmo lieti e orgogliosi se la Sicilia potesse essere la longa manus degli Stati Uniti in Europa" (15\2\1945), si starà rivoltando nella tomba. La Sicilia era, è forse assecondando il suo auspicio, "la longa manus degli Stati Uniti in Europa". Ciò è garanzia di libertà. Ma questo gli ascari antiatlantici siculi non lo capiscono, nè crediamo lo capiranno. Annuit coeptis.

Francesco Giordano

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