sabato 18 febbraio 2012

Sulla manifestazione di Forza d'Urto e Forconi a Catania, 18 febbraio 2012









































Sulla manifestazione di Forza d'Urto e Forconi a Catania, 18 febbraio 2012


La manifestazione che nella mattina del 18 febbrajo è stata promossa a Catania da Forza d'Urto, Comitato dei Forconi, e varie sigle aggregatisi, si è svolta da villa Bellini sino a piazza Università, in un clima di compostezza e di civile confronto. Così potrà dire la cronaca ufficiale: aggiungendo che delle migliaja di partecipanti alle precedenti riunioni, in questo caso si è riscontrato un numero nettamente minore di aderenti: nonostante i reiterati appelli che i siti di Ferro, Scarlata e Crupi hanno ripetuto via internet. Ci fu aria di festa di paese: bandiere siciliane garrenti, consapevolezza nei partecipanti, anarchici convinti, indipendentisti senza tentennamenti: grande spiegamento di forze dell'ordine. Piccole 'foto segnaletiche' dei politici locali con slogan del tipo: "non ricandidatevi mai più", sorrette da giovani entusiasti. Ci siamo permessi di immaginare... che i suddetti politici, ben sapendo in anticipo di essere (giustamente e meritamente) scherniti in pubblico, abbiano usato le armi solite a loro confacenti, onde lecitamente coartare molta gente dal partecipare alla manifestazione, 'pilotandola' in altri luoghi, in altre riunioni. Evidentemente, se ciò è vero, la missione ha avuto buon esito.
I 'celerini', come venivano appellati negli anni Cinquanta (l'epoca del siciliano Scelba), già da venerdì notte (lo abbiamo riscontrato di persona) presidiavano in armi piazza Università. Il corteo di oggi era, abbiamo appreso da funzionari della Prefettura per accordi con l'organizzazione, autorizzato a fermarsi ivi: ma alcuni tentarono, invano, di spingersi con gli striscioni in piazza Duomo. Il che fu lestamente e senza colpo ferire impedito, con le buone maniere, dalle soverchianti forze di polizia.
Il riassunto del tutto lo trasse, come altre volte, la personalità che tra i 'capi' di quella che deve essere una rivoluzione culturale per modificare l'assetto sociale dell'Isola, la quale può anche dirsi 'rivolta dei nuovi Vespri' (laddove si rammenti sempre che la campana del Vespro suonò in Palermo, Catania e Messina nella pasqua del 1282 col sangue de' Francesi Angiojni sgozzati dai coltelli degli esasperati siciliani, non delinquenti ma eroi, esprimenti la forza virile ed il carattere fiero dell'autentico popolo di Sicilia...), è colui il quale ha più serietà e carisma di altri, e strategìa della situazione, ovvero Giuseppe Richichi, leader dell'AIAS autotrasportatori e creatore di Forza d'Urto, col suo gruppo presente perché uomo di principi: "Così non si conclude. O si fanno le cose seriamente, oppure tutto ciò è inutile".
Concordiamo su tutta la linea. Il recentissimo trattato UE-Marocco, siglato dal presidente del consiglio d'Italia ed approvato al Parlamento europeo, sancisce la morte dell'agricoltura in Sicilia dal mese di maggio, data dell'inizio delle importazioni delle merci dall'antico paese del Maghreb. La Sicilia è essenzialmente terra agricola, turistica e mineraria: negli ultimi tempi, anche si muovono i pensieri di chi non vuole più emigrare, ma sente la necessità di costruire nell'Isola del Sole il proprio presente ed il futuro di figli e nipoti. Com'è stato nei secoli dei secoli: la Terra Promessa di Mosè, è qui. Quando ciò sarà chiaro alla più gran parte delle genti, il velo potrà scoprirsi. Per il momento, meno parole e più fatti, ha da essere la scelta. Il resto può anche tacersi.
F.Gio.







Nelle foto (da noi scattate): alcuni momenti del corteo, con G.Richichi dietro lo striscione di Forza d'Urto.

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