martedì 31 gennaio 2012

La Scozia chiede l'indipendenza nel 2014 per godere delle sue risorse naturali.... e la Sicilia?



































La Scozia chiede l'indipendenza nel 2014 per godere delle sue risorse naturali.... e la Sicilia?
 
Qualche giorno fa il noto quotidiano 'nordista' La Stampa, pubblicava una intervista( http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=322&ID_articolo=207&ID_sezione=713 ) al primo ministro scozzese Alex Salmond, in seguito alla quale egli, dopo aver convocato la stampa di tutto il mondo nelle antiche sale del castello di Edimburgo, ha annunciato l'indizione del referendum per chiedere al popolo scozzese l'indipendenza dall'Inghilterra, nell'autunno del 2014.
Le affermazioni del premier scozzese, capo dello Scottish National Party, sono le seguenti: "vogliamo decidere il nostro futuro in uno Stato più giusto e più ricco. Un Paese che parli con la propria voce al mondo. Vogliamo tornare a far parte della grande famiglia delle nazioni...Nessuno può toglierci il diritto di esprimerci attraverso un referendum consultivo", motivando la richiesta di indipendenza della Scozia così, semplicemente: "La Scozia ha il sesto prodotto interno lordo del pianeta. E’ ricca di risorse naturali. Esporta whisky. Mentre l’economia del Regno Unito frena. E quando le Nazioni Unite sono nate accoglievano 50 Stati. Ora sono 200. Dieci si sono aggiunti dal 2004. Sei sono più piccoli di noi. Parleremo con tutti...Nessuno può preoccuparsi del bene della Scozia più degli scozzesi. Guardate che cosa sta succedendo con la revisione del welfare imposta da Londra. Noi vogliamo università e sanità gratuite, meno tasse per le imprese. Non adeguarci a scelte sbagliate. La guerra in Iraq ad esempio non l’avremmo mai fatta. Ma le relazioni con l’Inghilterra e con i nostri vicini non sono in discussione. E la Regina sarà ancora il nostro Capo di Stato".
Guardiamoci adesso intorno: la nostra patria è la Sicilia, tremila anni di storia e di civiltà, quando ancora in Scozia neppure i Romani erano giunti (e non c'erano nemmeno i Romani che, entrati a Catania alla fine della seconda guerra Punica al comando del Console Marcello trafugarono la meridiana... salvo poi scoprire che a Roma questa non funzionava, perché costruita secondo le coordinate locali...!). Abbiamo uno Statuto frutto di una guerra civile, scaturita dalle lotte del Movimento indipendentista Siciliano, negli anni 1943-46: lo Statuto non è in gran parte applicato ed è ciò che il popolo siciliano chiede dalla sua promulgazione, maggio 1946. Il governo scozzese ha da qualche anno ottenuto una larghissima autonomìa, Sua Maestà la Regina Elisabetta II va regolarmente ad inaugurare il Parlamento edimburghese, pronuncia il discorso di rito e poi torna a Londra. Però il premier scozzese vuole di più, l'autogoverno de facto che non è solo una questione ideale, ma -nel frangente di estrema recessione d'oggi- un atto concreto, di denaro quindi di sopravvivenza del popolo degli antichi Scoti.
E la Sicilia? I recenti tumulti denominati rivolta dei 'nuovi vespri' da molti, il movimento "Forza d'Urto" la cui ampiezza si è estesa sull'intiero territorio italiano; la simpatìa con cui esso è osservato dai leghisti al nord, come le recentissime affermazioni dell'attuale governo italiano, da parte del Ministro Cancellieri (che è stata Prefetto a Catania, non all'oscuro di certe cose... neppure i siciliani dimenticano il suo operato), fanno comprendere come da parte del potere centrale dello stato, vi sia la medesima 'paura' (mettiamo delle piccole virgolette, ma non potrebbe essere che così, non altri termini vi sono per definire quello che è più di uno stato d'animo) che animò i governi di Badoglio, di Bonomi di De Gasperi negli anni 1943-46 combattendo il MIS, partito che ebbe l'incondizionata adesione della più gran parte del popolo siciliano (anche nella Sicilia orientale d'allora, come ha notato lo storico G.C.Marino, scevra da influenze della criminalità mafiosa) e che con la guida del carismatico deputato prefascista Andrea Finocchiaro Aprile, figura incorruttibile ed integerrima di tribuno, chiese a gran voce agli Alleati l'indipendenza dell'isola.
Quella atavica 'paura' che gli stati oppressori in tutti i secoli, dalla Cina che attualmente ancora occupa il Tibet all'Impero romano che distrusse Gerusalemme nel 70 d.C., non cessano di manifestare verso i popoli che anelano alla Libertà, alla Fratellanza universale, alla Eguaglianza dei diritti di ciascuno intesa come giustizia sociale quindi distribuzione equa delle ricchezze, non sottrazione di esse dalle viscere della terra del popolo di Sicilia, verso il nord. Come si agirebbe a Roma se le accise sulla benzina estratta e raffinata in Sicilia (non si risolve ciò in tavoli tecnici...), venissero distribuite ai siciliani attraverso un contributo di solidarietà inteso come reddito minimo garantito, dovuto alla riccheza del sottosuolo, come vivono i popoli di Libia, degli Emirati Arabi, del Qatàr? Ciò è assolutamente possibile, solo spezzando le catene del giogo che ci tiene avvinti allo stato unitario di Roma; lo hanno compreso in Scozia, dove il Premier Salmond non a caso, cita le ricchezze naturali; lo ha compreso il popolo, bloccando la circolazione della benzina e dei prodotti alimentari di Sicilia nei giorni scorsi, attraverso la protesta dei 'nuovi vespri': lo ha compreso (crediamo di sì, avendo contezza della persona) il Presidente della Regione Raffaele Lombardo; lo hanno compreso ed agiranno di conseguenza, i politici siciliani di ogni partito e schieramento, fedeli più all'interesse delle genti di Trinacria che non ai loro capi di Roma? Lo vedremo.
Certo in Sicilia un leader che possa guidare pacificamente e senza drammi un referendum di indipendenza il quale pure, per motivi storici, conservi la coesione con l'Italia (si badi: indipendenza, non separatismo puro, così in Scozia come in Sicilia... forse i Fratelli scozzesi hanno ben letto le storie della nostra isola!), dando perciò piena e vera attuazione allo Statuto, come fu Andrea Finocchiaro Aprile, manca: egli era elegante, occhiali a pince-nez e stile inappuntabile, radicale di vecchio stampo, altissimo dignitario della Massoneria (33° del RSAA, già facente parte di quel Supremo Consiglio riconosciuto dalla giuridizione sud degli USA), incorruttibile e fustigatore, alla Costituente, del malcostume dell'allora nascente classe politica repubblicana. Sconosceva il senso del denaro come lo si intende oggi, ed era d'alto ideale; sostegno alla sua persona ed al MIS vennero da parte del celebre colonnello Poletti capo dell'AMGOT in Sicilia (anch'egli massone di obbedienza scozzese) e di Lord Rennel Road dell'Amministrazione britannica, che vedevano con simpatìa il movimento separatista; moltissimi giovani militarono col partito indipendentista, altri (Canepa, Rosano) furono uccisi dai Carabinieri nel noto agguato di Randazzo. Le parole di Finocchiaro Aprile erano scintillanti e chiare, senza contorcimenti:
"La nostra aspirazione è quella dell'elevazione della Sicilia a stato sovrano indipendente...è nostro desidero che l'isola svolga la sua vita futura nell'orbita delle alleanze puramente inglesi o abbia la garanzia della sua sicurezza in un gruppo di stati, o nella Società delle Nazioni" (a W.Churchill, 20 sett.1943); "Noi possiamo e vogliamo vivere da noi e così progredire sule vie della civiltà. L'industrialismo del settentrione ci ha ostacolati e sfruttati in ogni modo e questa condizione di cose dovrà una buona volta cessare" (a A.Eden, 4 dic.1943).
Oggi abbiamo visto nell'ultima protesta, che lo Stato italiano e taluni esponenti locali (in primis Confindustria ma anche i sindacati) hanno del tutto ingiustamente marchiato di 'mafiosità', padri di famiglia disoccupati e donne disperate, giovani studenti e vecchi senza pensione e dal triste avvenire, tuttavia coscienti di un fatto che oramai appare incontrovertibile, ben più che ai siciliani della metà del XX secolo: le ricchezze e risorse locali non debbono essere più stornate e mùnte da 'stranieri', ma godute dal popolo siciliano. Quando alcuni dei nostri politicanti sinceri e non codardi, desiderosi di vedere la Luce dello zenith e non essere bruciati fra le Colonne della vergogna e dell'ignomìnia, si comporteranno di conseguenza, ciò sarà meglio per tutti. Non invochiamo, ma il Supremo Artefice dovrebbe mandarlo, per la Sicilia un Ghandi... ma almeno un emulo degno di Finocchiaro Aprile potremmo averlo e, nel giallo e rosso di Sant'Agata e di Santa Rosalìa, ce lo meriteremmo.
F.Gio.


Nelle immagini: le bandiere di Sicilia e di Scozia; Andrea Finocchiaro Aprile, leader dell'indipendentismo siciliano; l'attuale Premier scozzese Alex Salmond
 
 
 

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