giovedì 11 agosto 2011

"Privatizzata" piazza Mazzini a Catania, cestini delle immondizie... al Rotary!



Continua l’attività del Comune sui rifiuti




Privatizzata piazza Mazzini, cestini delle immondizie al Rotary




Il Sindaco e la giunta pensano di affidare ai privati le piazze, simboli per eccellenza
del pubblico – Nasce l’Osservatorio sulla spazzatura: concretezza aleatoria -
 
 
Grandi passi in avanti, ,almeno a giudicare dall’enfasi dei comunicati stampa del Comune, a proposito della questione rifiuti, la quale come è noto seguiamo con la massima attenzione, poiché è da questo aspetto che si coglie, come da altri però in tal modo più incisivamente, il grado di declino, o civilizzazione, dei popoli. Il Comune appalta una delle più antiche e belle piazze d’Italia, la piazza Mazzini, ai privati, lo si sapeva? Qualche giorno fa, in aprile, il Rotary Catania sud –club privato delle elìtes danarose, diciamo per semplificare- ha avuto autorizzazione ad installare, pagandoli il consesso, quattro cassonetti per la raccolta dei rifiuti, apponendovi la targa e impegnandosi per un anno a sostituire i sacchetti della raccolta. Così il Sindaco catanese: " Questa iniziativa sponsorizzata dai privati è un nuovo modo di procedere che consente al Comune di Catania ,a costo zero, di migliorare la qualità dei servizi ,rinnovare l’arredo urbano , registrare maggiori economie , favorire nuovi processi innovativi e la collaborazione tra pubblico e privato ". E l’Assessore all’Ambiente Torrisi: "L’amministrazione comunale sta studiando nuove forme di collaborazione sinergica con gli sponsor privati per la realizzazione di attività legate alla cura del verde pubblico , alla valorizzazione di rotatorie e alla riqualificazione di aree verdi". Singolare la chiusa del comunicato, senza dubbio frutto delle fervidissime ‘menti’ di palazzo degli elefanti: "Cittadini, condomini, imprese, associazioni e altri soggetti privati o pubblici possono adottare aree destinate al verde pubblico, oppure occuparsi della sistemazione e della manutenzione di aiuole." I suoli rimangono di proprietà comunale –per ora-, ma pagano i privati, naturalmente. Il bilancio del Municipio etnèo, come si sa, deve ricorrere alla Cassa Depositi e Prestiti per negoziare mutui, ed aumentare la già esosa ed illegale Tarsu.
Ma non è finita qui. Pochi giorni prima sempre Stancanelli ha avuto la felice idea di inaugurare l’Osservatorio sui Rifiuti, un gruppo diremmo di studio, "a titolo assolutamente gratuito", che "avrà il compito di vigilare sulle modalità di esecuzione del servizio di raccolta dei rifiuti e di pulizia della città" (così il comunicato). Da notare che fra i componenti vi è anche "l’esperto del parco di Monza": cosa ciò abbia a che fare con Catania e la sua realtà ben diversa da quella lombarda, è da comprendere. L’Osservatorio è altra delle idee fantagalattiche della attuale amministrazione, che ben si sposa con la volontà di privatizzare le piazze, le vie, i giardini civici esplicitamente manifestata, anche se in modo quasi velato (per non urtare la sensibilità delle masse?), col provvedimento di piazza Mazzini. Abbiamo fortografato i cestini privati quivi adagiati. Belli, eleganti, degni del Rotary. Di per sé la piazza, per cura dei commercianti del luogo, è pulita. Vi immaginate il privato impettito ed incravattato rotariano che rimprovera un catanese ‘marca liotro’ che getta una cicca a terra, magari abitante dietro, nelle vie Plebiscito o adiacenti, e quest’ultimo il quale mogio si contrisce con la coda fra le gambe? Chi vuole prendere in giro, con tali asserzioni, l’amministrazione comunale del Senatore di Regalbuto installato all’ombra di Agata e di Bellini? E dove sono le cosiddette opposizioni di sinistra e pseudodestra, pronte a mostrarsi nei momenti preelettorali e poi imboscate tra i loro effluvi affaristici?
La privatizzazione della città, pezzo per pezzo, è in atto. Si dirà che codesta è una tendenza dell’amministrazione statale: vero, e proprio per ciò bisogna contestarla anche aspramente. Ciò che è pubblico e tale divenne dopo l’Unità nazionale, deve rimanere e dall’amministrazione locale esser gestito. Nulla vi è di più pubblico e comune delle piazze. Se le si privatizza, passo dopo passo, non ci si può meravigliare che anche i singoli si impossessino della cosiddetta ‘giustizia’, alla Bronson –per citare una serie di pellicole degli anni Settanta- per fare da soli. Dall’acqua che pubblica deve rimanere, alle piazze, il passo è breve. Ciò sia chiaro almeno da parte nostra, dovrebbe essere compito della politica, quella vera. Proprio quel che nella morente Catania, da almeno un ventennio, manca. Da un ventennio, si precisa: ben oltre la tanto decantata, e col senno del poi falsa, ‘primavera’ della città. Chi vuole intendere, intenda.


Bar.Sea.



(Pubblicato su Sicilia Sera n°339 del 31 luglio 2011)


Nella foto, il cassonetto... privato... (!!!...)

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