mercoledì 4 maggio 2011

Catania muore lentamente.... dov'è il nuovo Sottosegretario al Lavoro Nello Musumeci? Dove la 'primavera' di Enzo Bianco?













Cronachetta d'inizio maggio: Catania muore lentamente.... dov'è il nuovo Sottosegretario al Lavoro Nello Musumeci? Dove la 'primavera' di Enzo Bianco?



Mattina del 3 maggio: lavoratori bloccano via Vittorio Emanuele altezza Duomo in Catania, gridando: "Sindaco facci arrestare": hanno la tuta gialla, sono i pulizieri della vicenda della diminuzione delle ore di lavoro, del contratto a brevissimo tempo, dello stipendio da fame.... di fronte l'edificio municipale, sotto la 'funcia' dell'elefante, bivaccano ancora gli sfrattati del tristemente celebre 'palazzo di cemento' di Librino (quartiere che sarebbe bene elevare, per le molte migliaia di abitanti, a comune autonomo); qualcuno accende il braciere e arrostisce pesce.... una donna vende limoni e lattughe, per protesta, innanzi il portone comunale.... tutto ciò sotto lo sguardo distratto e indifferente dei Vigili Urbani, e delle forze dell'ordine.... Non è Abdijan, né Kampala nè il Senegambia: è Catania, città metropolitana, 'pupilla' del governo fino al periodo scapagniniano ed oggi esaltata da alcuni quale modello di virtù, alle ore 12 dell'anno 2011 giorno dei SS.Filippo e Giacomo, in pieno sole di primavera. La gente passa, guarda, scuote la testa, e prosegue. Chi va alla 'pescherìa' per rifornirsi del fresco pescato dei marinaj, chi prosegue per le faccende.
Era una bella città, Catania, fino agli anni Ottanta. Attenzione, fino agli anni Ottanta. Prima della 'primavera'....
Pochi giorni fa, fine aprile, giura nelle mani del presidente Berlusconi il Sottosegretario al Lavoro Nello Musumeci, esponente de La Destra-Alleanza Siciliana. E' il politico più noto nella città etnea, il più votato, molto amato seppur uomo di destra, dalla cosiddetta sinistra, che ancor oggi per lui quasi stravede (non così gli ex compagni di An, per non dire del vecchio MSI...). Ma tace, innanzi alla situazione disastrosa della città. Tace il suo sito, tace tutto ciò che lo circonda. I sottosegretari, si sa, sono figure eminentemente politiche: neppure presenti nella carta Costituzionale -per coloro i quali non lo sapessero-, rappresentano da molti decenni la moneta di scambio del potere: in questo caso, il riconoscimento del sostegno che il partito di Storace ha dato e dona al governo, in funzione eminentemente anti-finiana.
Ma Catania , la città di Nello Musumeci il militellese (quivi ha studiato è cresciuto ed ha vissuto fino alle soglie degli anni Novanta; la Presidenza della Provincia, l'elezione all'Europarlamento e varie vicende, lo hanno mutato: era tuttavia nell'ordine delle cose che ciò accadesse, forse...), Catania se ne frega (meglio sarebbe dire "si nnì fùtti") di codeste vicende politiche e dei politicanti. La città ha un altissimo tasso di non votanti: vero, molti votano quando c'è da votare, ma per interesse. I voti d'opinione sono pochissimi. L'economìa è in gran parte, ha recentemente affermato il Procuratore capo facente funzioni, 'lubrificata' dall'illecito, dal traffico di stupefacenti, dal commercio illegale: in una parola, similare a quella che un soldato ricoverato all'ospedale Vittorio Emanuele disse al Principe Umberto nel 1941 in visita in città: dall'intrallàzzo. Quell' 'intrallazzo' che i quaranta e più anni di governo della Democrazia Cristiana, sapevano pudicamente, se si eccettuano sfacciataggini, e cristianamente velare. Ora emerge tutto, come la mòta del tubo di scarico che si spàcca. Solo che la DC, come prima il Fascismo, era lo Stato: quello Stato che 'produceva' lavoro. Da circa diciotto anni, come si sa purtroppo, lo stato nelle sue varie articolazioni pubbliche (amministrazioni comunali provinciali regionali e nazionali) è 'morto': vive da zombie attraverso i prelievi fiscali e balzelli. Non dona più nulla di positivo. Rimangono i politici, ed i loro appannaggi. I quali politici, un tempo si 'prodigavano' in varii modi per collocare i singoli, nell'apparato stale o locale: ora neppur più lo fanno, tranne che per i loro ascari, e per giunta a tempo limitato e con contratti (eccettuati i portaborse) da vergogna per chi li propone e chi li accetta. Quando vi sono, i contratti.
La scena di piazza Duomo descritta sopra meriterebbe, anche solo per lustro e decoro civico, come un tempo si scriveva, un intervento autorevole. Ma gli esponenti della 'primavera' catanese degli anni Novanta del XX secolo, Enzo Bianco -troppo impegnato nella guerra a Lombardo ed interna al PD- e Nello Musumeci, con la sua fresca nomina (nessun atto abbiamo letto ha a questa seguitato...), stanno alla larga da piazza Duomo. Ossia dal centro sacrale della città, dove c'è l'elefante, il Municipio, il Duomo, con Sant'Agata e Bellini.
Vero anche questo: Il Duomo non ha ospitato i poveretti che negli scorsi giorni di pioggia, han trascorso la Pasqua sotto le tende: non c'è il Cardinale Dusmet (anzi c'è in Duomo, ma è mummificato), il benedettino che ripeteva: "fin quando avremo un panettello lo divideremo col povero", colui che vendette la croce pastorale per sfamare i catanesi; La Chiesa etnea però qui non ha colpe specifiche. Deve intervenire la pubblica amministrazione, i politici, se ci sono. Ma non ci sono proprio. Non 'possono fare nulla', diranno gli ipocriti. Però incassano stipendi, denari pubblici. Il Sindaco propone di elevare la già gravosa Tarsu, nel mentre paga profumatamente i dirigenti, di cui uno in particolare, percepisce 750 euro al giorno.... Molti catanesi, la gente comune, agli 'assedianti' del Duomo, gli sfrattati, i senza casa, offrono cibi, aiuti pratici, per tirare avanti. Vi sono donne e bambini. Quella gente non ha bandiere di partito: è un simbolo. Simbolo del Vangelo dei poveri, degli ultimi. Scandalo per coloro che scelgono Mammòna ed ancor si stracciano le vesti perché Gesù sedeva a mensa con prostitute e pubblicani. Vergogna perché questa gente è nostra, non sono immigrati. Simbolo di molti che sono al limite di sopravvivenza, ma per pudore, per stile, per amore alla Madonna (vogliamo pur affermarlo, nel mese mariano), tengono duro. Non cedono, se hanno anche un minimo spazio. Senza aiuti, senza raccomandazioni. Senza politici.
Ma abbiamo il nuovo Sottosegretario al Lavoro. Quale è il vero volto di Catania? A chi il novello beato Giovanni Paolo II si rivolgeva nel 1994, affermando: "Alzati Catania e rivestiti di luce!" ? A chi?
Dispiace che da parte di Nello Musumeci nessun segnale concreto di aiuto a quei poveretti che stazionano in Duomo, ignorati dal Sindaco, giunga. Egli è persona che sa svolgere quando vuole, bene la sua parte, lo conosciamo da lungo tempo. Ma forse la nuova mansione non gli consente di occuparsi più -ed è anche capogruppo in consiglio comunale- della 'sua' città. Dispiace anche che taccia in tal senso Enzo Bianco. Eppure i due sono i 'dioscuri' della arcinota 'primavera'.... I catanesi osservano.
Meno male che c'è Sant'Agata. Sta lì da milleottocento anni, tranne il periodo di esilio costantinopolitano. E' una certezza. E il caro Scapagnini, con le brutte avventure di salute che ha passato, lo sa bene. Sul prospetto del Duomo, è scolpito: NOPAQUIE, il che significa : Non offendere la patria di Agata perché essa ne vendica le offese.
Da monarchici, rammentiamo e qui s'innesta benissimo, il mòtto dell'Ordine della Giarrettiera: Honni soit qui mal y pense.
F.Gio



(Nelle foto: Nello Musumeci e Berlusconi al giuramento, Enzo Bianco, e una nostra istantanea del Duomo, come è oggi...)

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